Il caso Cristiano Ronaldo entra in una nuova fase. La Federazione calcistica portoghese ha ufficializzato l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del capitano della nazionale e dell’Al Nassr, disponendo anche la sua sospensione preventiva non automatica. Al centro della vicenda c’è l’uscita del numero 7 dal ritiro della nazionale a Copenaghen, prima della partita di Nations League contro la Danimarca.
La decisione è stata presa dal Consiglio disciplinare della Federazione portoghese, che ha attribuito al procedimento carattere d’urgenza. L’obiettivo è accertare l’eventuale rilevanza disciplinare dei fatti segnalati il 7 ottobre. Il fascicolo è stato trasmesso il giorno successivo alla Commissione istruttoria disciplinare, mentre la Federazione ha precisato che gli atti resteranno riservati fino alla conclusione dell’istruttoria.
Lo strappo con Jorge Jesus
La vicenda nasce dal rapporto sempre più complicato tra Ronaldo e il commissario tecnico Jorge Jesus. Dopo essere rimasto in panchina nella partita contro la Norvegia, il cinque volte Pallone d’Oro avrebbe contestato al selezionatore il mancato rispetto di alcuni accordi relativi alla gestione del suo impiego e alle successive dichiarazioni pubbliche.
La situazione è precipitata dopo la conferenza stampa dell’allenatore, alla vigilia della sfida con la Danimarca. Ronaldo ha quindi lasciato il ritiro nonostante i tentativi del ct e del presidente federale Pedro Proença di convincerlo a restare. La sua partenza ha aperto una frattura che, nel giro di pochi giorni, si è trasformata in un caso disciplinare.
Le scuse di CR7 e il rischio sanzionatorio
In seguito, Ronaldo ha affidato ai social la propria versione dei fatti. Il capitano del Portogallo ha accusato Jesus di non aver mantenuto la parola data, ma ha anche riconosciuto le responsabilità legate alla scelta di abbandonare la squadra.
Nel suo messaggio, il fuoriclasse ha chiesto scusa per il gesto, dichiarandosi pronto ad accettarne le conseguenze e confermando la disponibilità a tornare a disposizione della nazionale dopo aver scontato l’eventuale sanzione. Il tecnico, dal canto suo, ha viceversa mantenuto la propria posizione, ribadendo la volontà di concentrarsi sul lavoro con la squadra.