I bianconeri proseguono la battaglia legale con l’ex-Cristiano Ronaldo per il caso stipendi non pagati durante il periodo Covid. Dopo il lodo arbitrale del 2024 e la sentenza del Tribunale di Torino, il club punta al terzo grado di giudizio davanti alla Corte di Cassazione.
La carta Ronaldo e la richiesta da 19,6 milioni
La vicenda risale al 2021, quando la Juventus e i propri calciatori affrontarono il tema della riduzione e del differimento degli stipendi durante l’emergenza sanitaria. In questo contesto si inserisce la cosiddetta “carta Ronaldo”, un documento relativo agli accordi economici con l’attaccante portoghese. L’intesa riguardava il pagamento posticipato di circa 19,5 milioni di euro lordi, riconducibili al debito residuo sull’ingaggio del giocatore. La somma non venne corrisposta prima della partenza di Ronaldo per il Manchester United, nell’estate del 2021. Il documento è successivamente emerso nell’ambito dell’inchiesta Prisma sui conti della Juventus, che ha coinvolto i vertici societari dell’epoca e portato alle dimissioni del presidente Andrea Agnelli e del precedente Consiglio di amministrazione.
Il verdetto arbitrale e la prima sconfitta in tribunale
Nel settembre 2023 Ronaldo ha avviato un’azione legale contro la Juventus: poiché sul documento contestato non compariva la firma del calciatore, le parti hanno concordato di affidare la controversia a un collegio arbitrale. Il 17 aprile 2024 è arrivata la prima decisione: gli arbitri, a maggioranza, hanno riconosciuto a Ronaldo 9,8 milioni di euro, circa la metà dei 19,6 milioni inizialmente richiesti, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria. La decisione ha riconosciuto una responsabilità precontrattuale della Juventus legata al fallimento della trattativa, senza ravvisare una volontà del club di ingannare il giocatore. Nel lodo è stato inoltre considerato il fatto che Ronaldo non avesse richiesto quella somma al momento della sua partenza dall’Italia. La Juventus ha impugnato il verdetto davanti al Tribunale del lavoro di Torino, ma il 13 gennaio 2026 il giudice Gian Luca Robaldo ha respinto il ricorso, confermando gli effetti della decisione arbitrale: il club è stato condannato anche al pagamento di circa 80.000 euro di spese legali.
La mossa della Juventus in Cassazione
La società bianconera ha deciso di proseguire il contenzioso: il ricorso in Cassazione, notificato il 27 marzo 2026, rappresenta il nuovo tentativo di contestare l’esito della vicenda. Nella relazione al bilancio 2025-26, la Juventus ha precisato che la decisione del Tribunale si è limitata a verificare la presenza dei vizi formali denunciati nell’impugnazione del lodo arbitrale, senza entrare nuovamente nel merito dell’intera controversia.