Ranieri-Gasp: rapporto logoro
Sugli clima teso tra Ranieri e Gasperini, Sabatini esprime il suo pensiero:“Quando l’equilibrio viene rotto in modo così fragoroso diventa una cosa irreversibile. È una questione di rispetto che è stato infranto da tutti e due. Penso che Ranieri non possa accettare questo tipo di convivenza, qualcosa succederà: o Claudio prende una decisione che lo riguarda, come quella di andarsene, o la prenderanno i Friedkin nei confronti dell’uno o dell’altro. Il terzo incomodo è Massara, è lui il ds della Roma e va trattato con rispetto. Gasp è un ottimo allenatore, però sul piano della comunicazione ha fatto cose pessime. Ha attaccato il ds in maniera inconcepibile e condotto il gruppo in modo personale bocciando giocatori con scelte e parole: non è stato certo un amico dell’azienda Roma”.
Giusta la reazione di Ranieri
L’ex dirigente prende le difese di Ranieri, ritenendo giusto il suo comportamento nei confronti di Gasperini: “Era esasperato per le uscite del tecnico. Non credo abbia mai vissuto una situazione così torbida, ha ritenuto di dover fare delle puntualizzazioni in ogni caso non offensive. Forse avrebbe potuto aspettare qualche tempo, ma posso capirlo in fondo”.
I meriti di Gasperini
Sull’operato di Gasp, riconosce anche i meriti del tecnico non condannandolo del tutto: “Carriera brillantissima. Non lo discuto, ma rilevo comportamenti che io non avrei mai accettato”.
Sullo scontro con Baldini
Sullo scontro avuto con Baldini, nominato consulente nell’era Pallotta, Sabatini dichiara: “Le risolvemmo facilmente perché io me ne andai, ma non contro Baldini bensì contro l’idea di avere un consulente: che ci sta a fare il ds? Fu doloroso, ma davanti a una situazione così equivoca ritenni giusto lasciare”.
I vari dualismi a Roma
Sui vari dualismi che si sono sucecceduti nella società giallorossa (Totti-Spalletti, Mou-Pinto, De Rossi-Souloukou): “I dualismi vanno superati adeguandosi all’etica necessaria che, soprattutto a Roma, si impone. Perché la città stessa deflagra per inezie che appaiono tempeste e in realtà sono piovaschi”.
La figura dell’allenatore-manager
Non condivide la figura dell’allenatore-manager, tipica del campionato inglese: “No. In Italia l’allenatore fa l’allenatore, non è un manager all’inglese. Non credo neppure che lui abbia fatto tutte queste richieste o posto le condizioni che sono state riferite, forse qualcuno vicino a lui ha ispirato questa narrazione. Discussioni e richieste vanno fatte in società”.
Roma in Champions?
Infine, sulle possibilità che la Roma si qualifichi per la prossima Champions: “Deve vincerle tutte e può farcela, con un po’ di fortuna potrebbe arrivare un risultato eclatante…”.