L’esordio di Massimiliano Allegri sulla panchina del club partenopeo sta facendo molto discutere in queste ultime ore. Il Napoli non è stato fortunato nel calendario e il verdetto è stato piuttosto amaro. Ben 3 sconfitte nelle prime 4 giornate, sia pur contro club molto forti come Como Inter e Arsenal. Tuttavia, tra le mura amiche il Napoli poteva raccogliere qualche punto in più. Massimiliano Allegri imputa le sconfitte a episodi ed errori isolati commessi nella fase difensiva (di natura “tecnica”), ma la sua ricostruzione lascia qualche perplessità se andiamo ad analizzare le partite nel suo complesso. Contro i Gunners, il dato del possesso palla si è attestato al 42%, nella partita contro l’Inter il dato scende addirittura al 37%, infine contro il Como ancor peggio: 35 %.
Queste evidenze mettono in discussione l’interpretazione dell’allenatore tra gli addetti ai lavori. Se però ricordiamo la storia recente, il progetto tecnico dell’allenatore non è mai stato improntato al dominio delle partite ed alla costruzione del gioco attraverso il controllo spasmodico del possesso palla. E’ un dato di fatto ed anche a Napoli è difficile intravedere novità ed esperimenti tattici.
Alla luce di questi primi risultati, la domanda sorge spontanea, Allegri è l’uomo giusto per guidare il Napoli? A nostro giudizio la risposta è affermativa, ma il contesto potrebbe non giocare a favore dell’allenatore partenopeo. Napoli è una piazza calda e ha ambizioni da top club: un mix di fattori che non consente di lavorare con serenità. In più, il silenzio del Presidente pesa come un macigno. Quando c’era Conte al timone, Adl era intervenuto in più occasioni per rassenerare e compattare l’ambiente. Nessuna frizione tra la proprietà e l’allenatore, ma sarebbe opportuna una netta presa di posizione da parte della proprietà a difesa del progetto tecnico.