Una fotografia diventata iconica, capace di attraversare quasi vent’anni di storia del calcio. Da una parte Lionel Messi, allora giovane promessa del Barcellona, dall’altra un neonato destinato a diventare uno dei talenti più luminosi del calcio mondiale: Lamine Yamal.
Intervistato dalla leggenda della NFL Tom Brady nel corso del Fanatics Fest, il capitano dell’Argentina è tornato su quello scatto realizzato dal fotografo Joan Monfort durante una campagna benefica dell’UNICEF, commentandolo con un misto di stupore e incredulità.
“È davvero una foto incredibile, pura follia. Ho fatto una foto con lui quando era un neonato e adesso ci affronteremo in una finale Mondiale.”
Parole che raccontano meglio di qualsiasi statistica il passare del tempo. Quella che all’epoca era soltanto una fotografia destinata a una campagna solidale è diventata oggi un simbolo del passaggio di consegne tra due generazioni di fenomeni.
Messi incorona Yamal
Nel corso dell’intervista, il fuoriclasse argentino ha poi speso parole di grande stima nei confronti del giovane talento spagnolo, destinato a raccogliere un’eredità pesantissima anche nel Barcellona.
“Lo seguo tantissimo perché gioca nel club che amo. È un grandissimo calciatore.”
Messi non ha avuto dubbi nel collocare Yamal già oggi tra i migliori interpreti del calcio mondiale.
“A 19 anni è già uno dei più forti al mondo. Ha tutta la carriera davanti e una grande opportunità di fare qualcosa di storico. Anche se noi faremo il massimo affinché non sia questa la volta.”
Un elogio importante, pronunciato proprio da chi ha scritto la storia del Barcellona e del calcio mondiale.
L’augurio al Barcellona
Prima di chiudere l’intervista con Tom Brady, Messi ha voluto rivolgere anche un pensiero al giovane attaccante e al club blaugrana.
“Gli auguro sempre tutto il meglio, anche perché il suo bene è il bene del Barcellona.”
Un messaggio che conferma il forte legame dell’argentino con i colori blaugrana e, allo stesso tempo, il profondo rispetto nei confronti di un talento che molti indicano già come il naturale erede della sua storia al Camp Nou.
Da una foto scattata quasi vent’anni fa a una finale mondiale da protagonisti: il calcio, ancora una volta, riesce a raccontare storie che sembrano scritte da un regista.