Lionel Scaloni è grato ai suoi ragazzi per il secondo sogno mondiale gli stanno facendo vivere. Il cammino fin qui dell’Argentina è stato duramente criticato per la presunta facilità del percorso e delle avversarie ma lui sapeva in fondo che l’esperienza dei suoi giocatori come i veterani Lionel Messi, su tutti, ma anche Nicholas Otamendi e Leandro Paredes avrebbe inciso per il raggiungimento della seconda finale consecutiva ad un mondiale: “Lo dico perché è la verità non per arroganza ma siamo unici“, non si nasconde. “I veterani hanno creato un ambiente dove nessuno è nelle condizioni di avere paura. Sono i migliori e ai ragazzi non fanno pesare la responsabilità. Non pensano a sbagliare, solo a giocare a calcio“.
Il cammino e le difficoltà
Le sfide contro Capo Verde, Egitto e Svizzera hanno consegnato una squadra forse fortificata dalle difficoltà affrontate contro partner molto meno quotati ma soprattutto la vigorosa rimonta contro l’Egitto di Momo Salah ha dimostrato quanto al Scaloneta abbia voglia di bissare il successo ottenuto quattro anni fa in Qatar, quando al Lusail capitano con al 10 sulle spalle alzò al cielo la coppa del mondo nell’inverno 2022.
Una finale equilibrata
Ora la Spagna e il suo commissario tecnico Luis de la Fuente, autori di un’impresa storica contro la Francia, finalista allo scorso torneo iridato, sanno che domenica avranno di fronte alle 21 un avversario molto ostico e il risultato è aperto ad ogni pronostico. Sarà ancora una volta Europa contro Sudamerica, tra due squadre che parlano la stessa lingua e giocano per certi versi un calcio simile ed entrambe ci arrivano dopo essere partite da sfavorite in semifinale.