Grande delusione per l’Inghilterra dopo aver a lungo accarezzato il sogno di accedere alla finale mondiale. Dopo la rete di Aaron Gordon la strada sembrava in discesa, invece il mondo si è capovolto e le reti di Enzo Fernandez e Lautaro Martinez hanno consegnato all’Argentina il sogno del bis mondiale dopo la coppa vinta quattro anni fa. Ai sudamericani il merito di non aver mollato e di averci creduto fino alla fine, anche una volta raggiunto il pareggio dopo un grande forcing. A quel punto Lionel Messi e compagni potevano tirare il fiato e puntare ai supplementari, invece hanno spinto ancora di più fino all’apoteosi finale. A fine gara il commissario tecnico francese Thomas Tuchel si è preso (giustamente) tutte le colpe e molto difficilmente lo rivedremo sulla panchina dei Tre Leoni. Anche perché le polemiche sono partite e sono roventi, i tifosi reclamano un tecnico inglese. Del resto non è che i selezionatori forestieri abbiano raggiunto chissà quali risultati e parliamo di Sven Goran Eriksson e Fabio Capello. Ma torniamo ad Argentina-Inghilterra: le colpe di Thomas Tuchel sono evidenti e adesso andremo a vedere quali sono. Ma non dimentichiamo quelle dei giocatori: sulla rete di Enzo Fernandez nessuno è andato a chiudere mentre il centrocampista caricava il tiro, mentre sulla seconda rete di Lautaro Martinez è successo che John Stones ha sbagliato completamente i tempi dello stacco aereo con l’interista alle sue spalle e sul cross vincente di Lionel Messi in due non sono stati capaci di impedire al numero 10 il cross.
Al di là delle scelte tattiche e dei cambi del commissario tecnico, i giocatori inglesi sapevano che uno dei (pochi) punti deboli della Seleccion è la difesa (non a caso nel finale è entrato l’esperto trentottenne Nicolas Otamendi al posto di Lisandro Martinez) e hanno preferito ripiegare a difesa della rete realizzata da Aaron Gordon. Ora osserviamo i cambi effettuati dall’Inghilterra: al 72′ dentro Ezri Konsa per Aaron Gordon e 4-4-2 con Reece James avanzato e fascia consegnata agli assalti di Lionel Messi e Gonzalo Ariel Montiel (sarà un caso ma le due reti biancocelesti sono originate proprio su quella fascia). Undici minuti dopo fuori Reece James e Declan Rice per Dan Burn e Matti O’Riley: difesa a cinque, mediana consegnata agli avversari con l’uscita del perno dell’Arsenal. Completano il suicidio tattico gli ingressi di Marcus Rashford e Ivan Toney (al 96′!): a quel punto non esisteva più un disegno tattico. Palla a Jordan Pickford che cercava lanci lunghi verso il collega Emiliano Martinez.
Al fischio finale hanno avuto un senso le critiche mosse da Jude Bellingham al suo mister dopo la vittoriosa gara contro la Norvegia: il “tuttocampista” aveva accusato proprio i cambi imposti nel corso della gara. Spiace soprattutto per Harry Kane, al suo ultimo mondiale e che avrebbe meritato un finale diverso. Uno dei centravanti più forti della storia, ha raccolto meno di quanto meritava sia a livello di club e di nazionale. Molto difficile che fra quattro anni possa ripresentarsi, ma chissà. Resta la sensazione di una grande incompiuta, perché la nazionale inglese è forte. Poi, Thomas Tuchel potrebbe ammettere che lasciare a casa calciatori come Phil Foden e Cole Palmer non è stata una grande idea…..