La Juventus è stata eliminata dalla Champions League per mano del Galatasaray, all’esito di una partita rocambolesca in cui i giocatori bianconeri si sono contraddistinti meritoriamente, giocando meglio dei turchi per oltre un’ora di gioco in inferiorità numerica. Una prestazione incredibile che ha pochi precedenti nella storia del calcio. C’era un uomo in più in campo, e si chiama orgoglio. Mai come ieri l‘attaccamento alla maglia è stato così intenso da parte degli interpreti in campo. Ancora una volta, però, alcuni fattori hanno remato contro. In primis l’incompetenza dell’arbitro. Il direttore di gara ha indubbiamente condizionato l’esito della gara assumendo una decisione distorta e che poco si attaglia al metodo di conduzione delle partite in campo europeo. Altro elemento che non si può non rimarcare e che sarà la chiave del prossimo calciomercato estivo: la scarsa concretezza sotto porta di alcune individualità. Jonathan David ha rispolverato dal repertorio l’inciampo sul pallone in area di rigore nel primo tempo, Zhegrova ha fallito un gol che vale una qualificazione e… svariati milioni di euro! Openda non pervenuto, come da consuetudine. Insomma, qualcuno si prenderà le responsabilità dell’ingaggio di questi calciatori?
Lo scenario infausto
Falliti tutti gli altri obiettivi, non resta che l’obiettivo minimo della qualificazione in Champions League. La scontro diretto contro la Roma sarà probabilmente decisivo in tal senso. La domanda viene spontanea, qualora la Juventus non riuscisse a qualificarsi alla prossima Ucl, salterà l’incarico “ad interim” di Spalletti?. Le probabilità sono molto alte, al di la delle frasi di circostanza di Giorgio Chiellini. La storia recente della Juventus come di altri club, ha insegnato che nessuna rassicurazione a campionato in corso sul futuro dell’allenatore è certificata. Non potrebbe essere altrimenti: nessuna dirigenza può permettersi di delegittimare l’allenatore agli occhi dei calciatori a stagione in corso e con obiettivi ancora da raggiungere.
Promossi e bocciati
Ovviamente l’allenatore bianconero sarebbe l’ultimo dei responsabili. Occorrerebbe rifondare la squadra andando a centellinare quegli “intoccabili” che hanno meritato la conferma. Il riferimento è a McKennie, Thuram, Bremer, Yildiz. La lista dei bocciati è invece (troppo) lunga e difficilmente sarà sacrificata nella sua interezza per ragioni bilancistiche: gli indiziati sono Zhegrova, Jonathan David, Luis Openda, Cambiaso, Di Gregorio, Cabal. Ci sono altri giocatori che invece non hanno convinto a pieno e che potrebbero essere sacrificati perchè appetibili sul mercato: Adzic, Locatelli, Koopmeiners, Kalulu, Vlahovic.
Insomma, tirando le somme a questo punto della stagione brillano 4 perle, tentennano tutti gli altri. Molto dipenderà anche dalla permanenza di Spalletti, con cui occorrerebbe pianificare il futuro. Occorrerà non ripetere gli errori del passato, anche e soprattutto di quello più recente: è mai possibile che la Juve non sia riuscita ad accontentare Spalletti fornendogli la punta richiesta, soprattutto conoscendo lo scenario del bimestre successivo, denso di match dicisivi e complicatissimi? Sono circolati molti nomi, ma per motivi di “budget” la Juve non ha concluso nulla. Sono sfumate le piste En Nesyri, quella di Icardi, quella di Mateta e perfino il tentativo disperato di riportare in Serie A Kolo Muani.
A distanza di pocio più di un mese, il club raccoglie i cocci di un’altra stagione deludente per il popolo bianconero.