Una notte di grande calcio, cinismo offensivo ma anche di autentici brividi quella vissuta dal Catania allo Stadio “Donato Curcio” nel turno infrasettimanale del girone C della Serie C. I rossazzurri si sono imposti per 2-4 contro l’AZ Picerno, riscattando l’avvio di stagione complicato grazie a una prima ora di gioco semplicemente devastante, macchiata però da un finale in apnea.
Il lampo dei quattro minuti e il dominio etneo
Dopo un buon avvio, la partita si sblocca alla mezz’ora: al 30′ è Mario Ierardi a rompere gli equilibri con un destro poderoso sugli sviluppi di un’azione orchestrata da Quaini. Non passa nemmeno un minuto che il Catania raddoppia: al 32′ Giovanni Bruzzaniti sfrutta una disattenzione difensiva e beffa Marcone. Il blackout dei padroni di casa si completa al 34′, quando Nicolò Cavuoti si avventa su una respinta corta del portiere avversario e deposita in rete il gol dello 0-3. Tre reti in un amen che indirizzano nettamente la contesa prima dell’intervallo.
La ripresa e il poker calato da Cicerelli
Al rientro dagli spogliatoi il copione non cambia e gli ospiti continuano a premere. Al 59′ arriva anche il poker calato da Emanuele Cicerelli, autore di una splendida conclusione a giro dal limite dell’area che vale lo 0-4 e sembra chiudere definitivamente i giochi.
Il finale da brividi e la sofferenza rossazzurra
Quando la pratica sembrava ormai archiviata, la gara si è improvvisamente riaperta. Il Picerno prova a scuotersi e accorcia le distanze al 75′ con la rete di Samuel Pugliese. Il Catania accusa il colpo e perde lucidità: all’82’ arriva l’espulsione di Edoardo Masciangelo per fallo da ultimo uomo. Dal conseguente calcio di rigore, all’87’, Léo Abreu non sbaglia e firma il 2-4. Nel recupero, con il forfait per infortunio di Ierardi, i rossazzurri rimangono addirittura in nove uomini, costringendo la squadra a stringere i denti e a resistere agli ultimi assalti lucani fino al triplice fischio.
Conclusione
Il 2-4 finale premia la superiorità tecnica e la concretezza mostrata dal Catania per oltre un’ora di gioco. Tre punti d’oro che permettono a mister Longo di respirare, pur evidenziando la necessità di registrare la tenuta mentale e disciplinare nei minuti finali.