La Juventus paga ancora una volta a caro prezzo gli errori individuali di alcuni giocatori nella sfida domestica contro il Lecce della 18ª giornata, terminata sul punteggio di 1-1.
Il peso degli errori individuali
La catena degli errori é presto ricostruita: Cambiaso regala il gol del vantaggio ai giallorossi, Jonathan David manca il gol su rigore provando goffamente ad imitare Totti, Openda ci mette del suo fallendo il gol a porta vuota.
Errori grossolani che pesano come un macigno sull’equilibrio del match e che valgono ben 2 punti persi. Se quello di Cambiaso puó esser perdonato, i gol mancati da David e Openda non sono più scusabili, soprattutto dopo una buona partita in cui é mancata solo la ciliegina sulla torta, cioé la zampata finale.
Comolli e l’ algoritmo che non funziona
Openda e David hanno in pochi mesi ridimensionato la credibilità di chi li ha scelti sostenendo costi non proprio leggeri.
Jonathan David é stato sì acquistato a parametro zero, ma la Juve ha sostenuto costi accessori (bonus alla firma e commissioni all’agente) pari a circa €12,5 milioni distribuiti su più anni. Per quanto riguarda Openda, il riscatto obbligato costerà €40,6 milioni, a cui se ne aggiungono circa altri 5 tra prezzo del prestito ed altri oneri transattivi.
Eppure, nessuno dei due attaccanti ha convinto. Se la media gol é imbarazzante (1 gol ogni 8 match per entrambi), il comportamento in campo é altrettanto deludente. Sotto porta non si riconosce la freddezza e la prontezza che un attaccante deve far propri, soprattutto se si compete a certi livelli.
L’assurdità di certe decisioni é ancor più eclatante se si considera che i due sono stati preferiti a Kolo Muani, il giovane francese che invece aveva fatto intravedere ben altre qualità e soprattutto la spietatezza sotto porta che oggi manca in tutti gli interpreti del reparto offensivo. L’origine di certe scelte risiederebbe nel sofisticato algoritmo che orienterebbe le decisioni di Damien Comolli, l’uomo dei numeri che poco bada al calcio giocato. Eppure, al culmine del girone d’andata della Serie A, sono proprio i numeri registrati a tradire il dirigente apicale.
Ottolini scialuppa di salvataggio?
A Marco Ottolini l’ardua impresa di correggere gli errori commessi nel calciomercato estivo. Il fabbisogno di intervento non riguarda soltanto il reparto d’attacco, ma anche il centrocampo in cui ci sarebbe bisogno di un almeno calciatore di qualità e un centrale bravo negli inserimenti senza palla. Ottolini gode di generalizzata fiducia e saprà scegliere con criterio e con maggiore consapevolezza, in quanto uomo di calcio con alle spalle una lunga e comprovata esperienza di selezionatore e talent scout. Potrebbe però non bastare, perché il mercato della Juve sarà fatto con un budget risicatissimo e sarà all’insegna dell’opportunità da cogliere. Peraltro, sarà quasi impossibile dedicare altri fondi al parco attaccanti che numericamente é foltissimo: oltre a Openda, David, Zhegrova e Conceiçao, ci sono anche gli infortunati Vlahovic e Milik.