Il calcio piange l’ex calciatore Evaristo Beccalossi, venuto a mancare all’età di 69 anni. Era uno dei giocatori più amati dell’Inter, squadra con la quale si è contraddistinto nel corso della sua carriera.
Le condizioni di salute
Da tempo le condizioni di Beccalossi erano critiche: nel 2025 aveva accusato un’emorragia cerebrale, seguita da 47 giorni di coma, da lì in poi aveva intrapreso un lungo iter riabilitativo. Nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 maggio 2026 si è spento nella clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato.
Idolo nerazzurro
Dopo aver militato nel campionato cadetto con la squadra della sua città, il Brescia, nell’estate del 1978 compie il grande salto approdando nell’Inter. Nel corso delle sei stagioni successive, Beccalossi diventa uno dei giocatori più amati di sempre del club nerazzurro. Dotato di un talento straordinario, era un fantasista mancino dalla tecnica fuori dal comune ma anche discontinuo. Durante il suo percorso in maglia nerazzurra, tra 1978 ed il 1984, ha messo a referto 216 presenze complessive accompagnate da 37 goal. Si è laureato Campione d’Italia al termine della stagione 1979-1980, vincendo anche una Coppa Italia, con 7 goal in 27 partite.
Lunga carriera
Dopo il Brescia e l’Inter, Beccalossi inizia un lungo girovagare vestendo le maglie di altri club: gioca nella Sampdoria, squadra con la quale vince una Coppa Italia, approda nel Monza in Serie B, di nuovo nel Brescia in due annate tra Serie A e B, nel Barletta ancora in serie cadetta, nel Pordenone ed infine nel Breno in Interregionale. Non è mai riuscito ad esordire in Nazionale maggiore, ma ha collezionato 3 presenze in Under 21 e 4 (con un goal) con l’Italia Olimpica. Appende gli scarpini al chiodo nel 1991, diventando uno dei più amati opinionisti televisivi.
Il saluto dell’Inter
L’Inter ha manifestato il proprio affetto per Beccalossi con un lungo messaggio sui propri canali ufficiali. Si legge nel comunicato: “FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Evaristo Beccalossi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari. Più dei gol, 37 in 215 apparizioni, più dei titoli – uno Scudetto e una Coppa Italia – Beccalossi è sempre stato l’uomo dei sogni: quello che ti poteva regalare una magia, in qualsiasi momento, e pazienza se non arrivava, tu lo avevi in campo e bastava quello, sapere di poter assistere, presto o tardi, a un dribbling, a una traiettoria impensabile. E pazienza, se in una notte di coppa, arrivarono due errori dal dischetto nel giro di cinque minuti. Ancora una volta, geniale anche in questo caso, pur senza meriti, si trasformò questa serata storta in un qualcosa di artistico: il monologo portato a teatro dall’attore Paolo Rossi”.