“Mondiale 2026 fantastico!”
Infantino parla del Mondiale 2026: “Sarà un Mondiale fantastico, fenomenale. C’è un’eccitazione senza precedenti negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. In quattro settimane, abbiamo ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti. E’ incredibile. Abbiamo quasi sette milioni di biglietti, ma 500 milioni è una cifra mai vista nella storia della FIFA o di qualsiasi altra istituzione. Tutti gli stadi saranno pieni; sarà una festa totale. Si diceva che il calcio non fosse molto apprezzato negli Stati Uniti, ma le cose sono cambiate. Sarà un successo enorme. Sarà il primo Mondiale con 48 squadre, 104 partite, 16 città, tre Paesi ospitanti. E’ più di un torneo, è un evento sociale e il mondo si fermerà ad ammirarlo”.
“Ricordo il Mondiale di Spagna 1982″
Ricorda il Mondiale del 1982 vinto dall’Italia e tenutosi in Spagna: “Sono un grande appassionato di calcio fin da bambino. Ho molti idoli. Ricordo il Mondiale di Spagna del 1982. L’Italia lo vinse, con Paolo Rossi e tutta quella squadra composta da grandi giocatori. Per me è stato spettacolare. Avevo dodici anni all’epoca. Era una squadra importante, un momento che mi è rimasto scolpito nel cuore”.
“Beccalossi un idolo”
Rivela la sua passione per l’Inter, Beccalossi è stato il suo idolo calcistico: “Sono tifoso dell’Inter. Uno dei miei primi idoli è stato Evaristo Beccalossi, un numero dieci che non giocò quel Mondiale, né in Nazionale, perché l’allenatore aveva altri progetti. Un dieci dell’Inter che ci faceva sognare, e a volte… beh, faceva cose di cui non posso parlare. Ricordo Alessandro Altobelli, che segnò un goal in quella finale. Il suo terzo goal e l’esultanza contro la Germania, furono spettacolari”.
“Maradona tra i più grandi”
Ricorda Maradona: “Parlando degli anni ’80 e ’90, dobbiamo citare Diego Maradona, uno dei più grandi di tutti i tempi. Quando vedi i suoi filmati oggi, pensi a quello che ha fatto, di cosa era capace. I giocatori non erano protetti come lo sono ora. Un idolo, un fenomeno. Non ho visto giocare Pelé, ma era un’icona mondiale prima dell’avvento dei social network e della globalizzazione. E’ ancora oggi un idolo per i bambini, anche se non lo hanno visto giocare. Anche Ronaldo è stato un fenomeno. Ogni volta che chiedi ad un giocatore che è stato il più forte con il quale abbiano mai giocato, il novanta per cento di loro risponde Ronaldo. Era spettacolare”.