Uno strappo che non si ricuce, quello maturato tra Vlahovic e la ‘Vecchia Signora’. L’attaccante concluderà l’esperienza alla Juventus lasciando che il contratto cessi alla naturale scadenza (fine di questo mese).
Le parole di Chiellini, interpellato al riguardo, lasciano ben capire che i motivi dell’addio sono puramente economici. La Juventus non ha risorse economiche per assecondare le richieste del serbo, parso riluttante a qualsiasi genere di ridimensionamento del suo compenso.
Ciò detto, l’addio di Vlahovic alla Juve non deve sorprendere poi così tanto, se analizziamo tutto il suo percorso in bianconero.
La parabola di Vlahovic alla Juve
L’avventura dell’ex Fiorentina alla Juventus ha inizio con la sessione di calciomercato invernale della stagione 2021-2022, quando a campionato in corso, la Juventus decideva di acquistare Dusan Vlahovic assecondando le richieste di Massimiliano Allegri, “orfano” di Cristiano Ronaldo, il quale nell’estate 2021 era volato a Manchester United. Nel primo semestre in maglia bianconera totalizza 7 reti in 15 presenze in Serie A, lasciando presagire un rapido ambientamento in casa bianconera. Successivamente le sue prestazioni, seppur non esaltanti, sono edulcorate da una situazione societaria instabile che svia l’attenzione dal rendimento individuale del calciatore, tutto l’interesse è infatti calamitato sulle accuse di falso in bilancio societario che porteranno alle dimissioni del Cda e alla penalizzazione con decurtazione di punti: in quell’anno Vlahovic realizza in Serie A 10 reti in 27 presenze, non proprio un punteggio da bomber. Nella stagione successiva (l’ultima a guida Allegri) Vlahovic preserverà il proprio posto da titolare e ripagherà la fiducia dell’allenatore con 16 reti. Tuttavia, in quell’annata e nella successiva iniziano i malumori, Vlahovic è infatti bersaglio della tifoseria che si aspetta maggiore affidabilità sotto porta. La situazione deflagra nella stagione 2024-2025, quando Thiago Motta non gli dedica moltissimo spazio, non vedendolo particolarmente coinvolto e integrato nelle dinamiche di gioco della squadra che ha in mente. Il serbo è spesso spaesato e non riesce a cucire come dovrebbe, l’allenatore si aspetta maggiore coinvolgimento e partecipazione anche a centrocampo, mentre l’attaccante, per sua natura, preferirebbe qualche cross in più dal fondo. Le difficoltà non si placano con l’arrivo di Igor Tudor, il quale gli preferisce spesso Kolo Muani, non potendo ipotizzare la coesistenza di entrambi come titolari.
Nella sessione estiva di calciomercato 2024/2025, la Juve prende coscienza del peso di un ingaggio decisamente fuori dai parametri finanziari della Società. Vlahovic rifiuta alcune destinazioni e resta alla Juventus.
Nel corso della stagione 2025/2026, l’infortunio patito a dicembre e le ricadute successive condizionano fortemente l’annata di Vlahovic, così come quella della Juventus che fa molta fatica sia in campionato che in Europa, dovendo contare su attaccanti come David e Openda, rivelatisi un vero e proprio colabrodo. Il suo rientro in campo sul finire del campionato fa ben sperare: Vlahovic arriva a realizzare 10 gol stagionali e incassa l’apprezzamento di Spalletti.
Un rapporto mai decollato: Più delusioni che soddisfazioni
Sin da quando è atterrato a Torino, Vlahovic ha accusato il peso della maglia bianconera. L’eredità era delle più pesanti, il serbo era infatti chiamato a far dimenticare niente meno che Cristiano Ronaldo, il quale aveva lasciato la Juve nell’estate precedente al suo arrivo. La pressione per l’attaccante diviene però insostenibile nelle ultime tre stagioni, quando i risultati sul campo del club finiscono per alimentare tensioni e critiche da parte dei tifosi. Così Vlahovic diventa il capro espiatorio perfetto di una squadra che non riesce a far gol. In questo contesto, l’attaccante accumula rancori e malcontenti per le critiche di stampa e tifosi, un pubblico abituato ai fasti di CR7 ed Higuain e che mal digerisce qualsiasi errore sotto porta.
L’unico, vero, collante con i colori bianconeri rimane il ‘vil denaro’. Vlahovic, grazie a bonus contrattuali, si ritrova oggi a percepire un emolumento faraonico. Un trattamento economico stratosferico che però difficilmente la Juve è in grado adesso di riproporre.
Dunque l’addio di Vlahovic era facilmente prevedibile se si considerano due fattori: in primis, il mancato accesso alla Champions e la conseguente riduzione delle coperture economiche per il monte ingaggi; in secondo luogo, l’appetibilità sul mercato dell’attaccante che può partite a costo zero. Vlahovic potrà infatti essere ingaggiato a parametro zero, elemento che egli stesso potrà sfruttare a suo favore per ottenere quel lauto compenso che è fino ad oggi gli è stato assicurato dalla Juventus.
Sull’altra sponda c’è la Juve che potrà concentrarsi su un obiettivo di mercato realizzabile, un volto nuovo per l’attacco che pone fine a un “tira e molla” durato quasi due anni.