Per anni era sembrata una missione incompleta. Gol a raffica, numeri straordinari, stadi pieni e attenzione mondiale, ma nessun campionato vinto in Arabia. Ora, però, il cerchio si è chiuso: il campione portoghese ha guidato l’Al Nassr alla conquista del campionato saudita, cancellando finalmente le critiche che avevano accompagnato le sue ultime stagioni.
La serata decisiva è stata tutto ciò che Ronaldo desiderava: vittoria, gol, leadership e commozione finale. Contro un Damac disperatamente alla ricerca di punti salvezza, l’Al Nassr sapeva di non poter sbagliare. Dopo mesi segnati dalle delusioni contro Al Hilal e dalla finale asiatica persa, il peso della pressione era enorme.
Eppure la squadra è scesa in campo con l’atteggiamento delle grandi occasioni. Cristiano, già protagonista nello spogliatoio prima del match, ha trasmesso sicurezza ai compagni e l’Al Nassr ha preso rapidamente il controllo della partita. Il vantaggio è arrivato grazie a Sadio Mané, bravo a sfruttare un perfetto assist da fermo di João Félix.
Il raddoppio firmato da Kingsley Coman sembrava aver chiuso i giochi, ma un rigore trasformato dagli avversari ha riaperto improvvisamente la sfida e fatto riaffiorare le paure del passato. In quel momento è emersa ancora una volta la figura di Ronaldo.
Il numero 7 ha risposto da campione assoluto. Prima con una punizione velenosa che ha sorpreso il portiere, poi con il gol che ha definitivamente spento le speranze del Damac e acceso la festa di Riyad. Una doppietta pesantissima, che porta il suo bottino personale a 974 reti ufficiali in carriera.
Al termine della gara, le immagini più significative non sono state quelle dei gol, ma quelle delle lacrime. Ronaldo ha lasciato andare tutta la tensione accumulata negli ultimi anni: il primo titolo che conta con l’Al Nassr rappresentava un traguardo troppo importante per essere vissuto con distacco.
A 41 anni, il fuoriclasse portoghese continua così ad aggiungere capitoli alla propria leggenda.