Una delle notti più amare dell’avventura araba di Cristiano Ronaldo. L’Al Nassr è stato sconfitto 1-0 dal Gamba Osaka nella finale della “Champions 2” asiatica.
L’atmosfera nello stadio di Riad era quella delle grandi occasioni. Tifosi in festa, attesa altissima e la convinzione che il fuoriclasse portoghese potesse finalmente sollevare il primo trofeo stagionale con la maglia gialla. Ma il campo ha raccontato un’altra storia.
Il Gamba Osaka si è presentato con coraggio, aggressività e organizzazione. La squadra giapponese ha pressato alto fin dai primi minuti, mettendo in difficoltà l’Al Nassr, apparso nervoso e poco lucido. L’assenza di Brozovic a centrocampo si è fatta sentire pesantemente: mancava ordine, mancava ritmo, mancava una guida.
La rete decisiva è arrivata dopo una grave disattenzione difensiva. Simakan e Iñigo si sono fatti sorprendere, lasciando spazio a Hummet, che con un potente tiro ha battuto Bento facendo esplodere di gioia i tifosi giapponesi. Un gol meritato per quanto visto in campo.
L’Al Nassr ha provato a reagire, soprattutto nella ripresa, dominando il possesso e spingendo alla ricerca del pareggio. Mané e Joao Félix sono stati i più attivi, mentre proprio l’ex Benfica è andato vicinissimo all’1-1 con una conclusione da fuori area stampatasi sul palo.
Dall’altra parte, però, il portiere Araki è stato straordinario. Sicuro, reattivo e decisivo in ogni intervento, ha respinto tutti i tentativi sauditi, diventando uno dei protagonisti assoluti della finale.
E Cristiano Ronaldo? Una serata da dimenticare. Il portoghese è apparso spento, poco coinvolto e quasi mai pericoloso. Ha toccato pochi palloni, non è riuscito a creare occasioni da gol e nei momenti decisivi è rimasto ai margini della partita. Al triplice fischio finale, visibilmente abbattuto, ha lasciato immediatamente il campo dirigendosi negli spogliatoi senza partecipare alla cerimonia di premiazione e senza ritirare la medaglia.
Una scena che racconta tutta la frustrazione di un campione abituato a vincere. Cristiano continua a inseguire il primo titolo stagionale ed il sogno personale dei 1000 gol in carriera.
Per il club saudita resta ora l’ultima possibilità in campionato: giovedì prossimo la sfida decisiva per la Saudi Pro League. Un’occasione per cancellare almeno in parte una sconfitta che, per come è maturata, rischia di lasciare il segno.