Non c’è pace in casa bianconera. Nonostante manchi ancora l’ultima giornata da disputare, i temi legati al campo stanno lasciando rapidamente spazio alle vicende societarie e al futuro della panchina di Luciano Spalletti. La recente sconfitta contro la Fiorentina ha compromesso quasi definitivamente la corsa alla qualificazione in Champions League, facendo sprofondare l’ambiente in un caos inaspettato e mettendo clamorosamente in discussione la permanenza del tecnico toscano a Torino.
Il paradosso del rinnovo e il summit decisivo
La situazione attorno a Spalletti ha assunto i contorni di un vero e proprio paradosso di mercato.
Il fresco prolungamento: Solo poche settimane fa, nello scorso mese di aprile, l’allenatore aveva firmato un rinnovo contrattuale blindato fino al giugno 2028. La dirigenza aveva voluto confermare la fiducia a prescindere dall’esito finale della stagione.
La crisi: Il crollo verticale della squadra ha rimescolato le carte. La permanenza a Torino non è più così certa e lo stesso tecnico si è messo apertamente in discussione. Per fare chiarezza, in settimana è previsto un incontro cruciale con John Elkann (fisico e non solo telefonico) per valutare la situazione complessiva e capire se ci siano i presupposti per continuare insieme.
Squadra a riposo verso il Derby
Mentre le scrivanie della dirigenza scottano, la squadra ha osservato un giorno di riposo per ricaricare le batterie. La ripresa degli allenamenti è fissata per mercoledì, giorno in cui inizierà la preparazione in vista del sentitissimo derby contro il Torino. Spalletti dovrà fare i conti con un’assenza pesantissima in difesa: i bianconeri dovranno infatti rinunciare allo squalificato Bremer, un tassello fondamentale in meno in un momento già drammaticamente delicato.
Conclusione
Il finale di stagione della Juventus si è trasformato in un vero mistero. Il faccia a faccia tra Spalletti ed Elkann deciderà se stracciare il neonato progetto pluriennale o se proseguire insieme nonostante il fallimento dell’obiettivo Champions. Al tecnico l’arduo compito di isolare il gruppo dalle voci per provare a chiudere dignitosamente la stagione vincendo la stracittadina.