In un’intervista rilasciata a “CNN Portugal”, Cristiano Ronaldo torna a rivendicare il proprio posto nella storia del calcio: tra la convinzione di essere il giocatore più completo di sempre, il record realizzativo e l’obiettivo dei 1.000 gol, Ronaldo non ha intenzione di ridimensionare le proprie ambizioni.
“Sono il giocatore più completo di sempre”
Non è la prima volta che Ronaldo esprime una convinzione così netta: già nell’intervista rilasciata al programma spagnolo La Sexta nel febbraio 2025, il portoghese aveva spiegato perché si considera superiore ai propri rivali nella valutazione complessiva delle qualità calcistiche. Il suo ragionamento parte dalla completezza tecnica e atletica: il gioco aereo, la capacità di calciare con entrambi i piedi, la velocità, la forza fisica e l’abilità sui calci piazzati. Caratteristiche che, nella sua visione, gli permettono di incidere in modi differenti e di adattarsi a ruoli ed esigenze tattiche diverse. Inoltre, i numeri in carriera non hanno ancora ricevuto il riconoscimento che meritano: “Se segno 920, 925 o 930 gol, il miglior giocatore della storia sono io”, il senso della sua dichiarazione che riaccende inevitabilmente il confronto con Lionel Messi, Diego Maradona e gli altri grandi protagonisti della storia del calcio.
La corsa ai 1.000 gol: obiettivo sempre più vicino
A rendere ancora più attuale il dibattito è la rincorsa al traguardo dei 1.000 gol ufficiali in carriera. Secondo alcune statistiche, Ronaldo ha raggiunto quota 980 reti in 1.337 partite professionistiche con i club e la nazionale portoghese: gli mancherebbero quindi 20 gol per arrivare alla cifra simbolica che accompagna questa fase della sua carriera. Il portoghese, tuttavia, ha precisato di non voler trasformare questo traguardo in un’ossessione: l’obiettivo è chiaro, ma il futuro resta legato alle motivazioni personali e alla capacità di continuare a giocare ad alti livelli. Le parole di Ronaldo arrivano in un momento delicato della sua carriera: infatti, l’attaccante ha lasciato il ritiro della nazionale portoghese prima della gara di Nations League contro la Norvegia, aprendo un caso con il Ct Jorge Jesus.