L’Argentina ha battuto 3-0 il Benin in un’amichevole diventata soprattutto una grande celebrazione di Leo Messi: il numero 10 è stato protagonista assoluto nella gara ed ha salutato nel migliore dei modi la nazionale
Oltre 85 mila spettatori e un finale da protagonista
Più che una semplice amichevole, al Monumental è andato in scena l’ultimo capitolo della storia di Messi con la maglia dell’Albiceleste: oltre 85 mila spettatori hanno accompagnato il capitano in una serata piena di emozioni, omaggi e lacrime.
Sul campo, inoltre, Messi ha lasciato ancora una volta il segno: prima ha messo lo zampino nel vantaggio argentino firmato da Otamendi, poi ha contribuito al raddoppio di Nico Paz e infine ha chiuso la serata con un gol dal dischetto. Il risultato finale, 3-0, ha reso ancora più simbolica la sua ultima apparizione: Messi ha salutato la Nazionale da protagonista, davanti al pubblico argentino e con la fascia da capitano al braccio.
21 anni di Argentina
Il bilancio internazionale racconta una carriera irripetibile: 208 presenze e 126 gol con la Selección, oltre ai trofei conquistati con l’Argentina, tra cui due Copa América e il Mondiale 2022. È anche la fine di un rapporto che, soprattutto nei primi anni, era stato tutt’altro che semplice: Messi ha attraversato momenti difficili con la Nazionale, tra critiche e paragoni continui con Diego Armando Maradona. Poi sono arrivati i trofei e la consacrazione definitiva agli occhi del popolo argentino.
A 39 anni Messi chiude quindi la sua esperienza internazionale, ma la sua carriera da calciatore non è terminata. Continuerà a giocare a livello di club con l’Inter Miami, mentre la Nazionale argentina dovrà ora abituarsi a un futuro senza il suo storico numero 10.
Il saluto di Messi alla nazionale
Visibilmente commosso, Messi ha dichiarato nel dopo-gara in conferenza: “Sono grato a Dio per essere argentino. In 20 anni ho dato tutto per questa maglia, lottando sempre e non mollando mai. Rappresentare il mio Paese è la cosa migliore e avrei voluto giocare in nazionale per sempre fino alla morte, ma è ora di ritirarmi dopo gli ultimi Mondiali. Siamo arrivati vicinissimi a rivincerli, abbiamo dato il massimo come sempre, ma non ce l’abbiamo fatta. Nonostante tutte le voci, non è successo niente di strano. Abbiamo perso la finale contro la Spagna perché non avevamo più energie, la semifinale con l’Inghilterra ci ha completamente prosciugato. Comunque abbiamo vinto la Coppa del Mondo, la Copa America e la Finalissima, sono grato per tutto ciò. Per vincere serve un gruppo forte come il nostro per superare insieme i momenti difficili, ci sono delle persone che vogliono il male dell’Argentina e dobbiamo lottare per difendere i nostri colori. Tutti i miei compagni di squadra hanno sempre lottato al mio fianco per questa maglia, anche prima dei Mondiali vinti, nessuno può metterlo in dubbio. Sentivo di avere con me dei guerrieri pronti a dare tutto sul campo, mi mancheranno tutti tantissimo, ma sarò sempre con loro. Sosterrò questi ragazzi e tutti quelli che verranno dopo di loro, li amo tutti e sono orgoglioso. Lascio in pace, grazie di tutto. Stasera ho provato delle emozioni incredibili, grazie a tutti, ma adesso la prima persona a cui sto pensando è mio padre”