Martedì sera il calcio italiano ha toccato il punto di non ritorno. Per la terza volta consecutiva, la rappresentativa italiana non sarà presente ai Mondiali di calcio. Uno smacco per l’intero movimento calcistico e soprattutto per i vertici federali, incapaci di garantire uno stage al commissario tecnico Gennaro Ivan Gattuso. Un selezionatore che ha meriti e colpe equamente suddivise. Ma è una persona per bene, che ha fatto tutto quello che poteva per riportare gli azzurri ai campionati del mondo. È stato anche sfortunato: l’assurda espulsione di Alessandro Bastoni (era più logico non stendere l’avversario per non lasciare la squadra in dieci), il clamoroso contropiede sprecato da Moise Kean (avrebbe chiuso definitivamente la partita), la mancata espulsione di Tarik Muharemovic per quel fallo da ultimo uomo su Sandro Tonali (avrebbe riequilibrato le forze in campo), altre occasioni da rete mancate e soprattutto la sfortunata lotteria dei rigori. Possiamo anche discutere sui cambi effettuati dal nostro commissario tecnico, non sappiamo come sarebbe andata con decisioni diverse. Ma per esempio, non avremmo mai tolto Moise Kean per un centravanti statico come Francesco Pio Esposito. L’interista è molto bravo a giocare di sponda e a fare salire la squadra, ma per come si era messa la partita serviva un contropiedista come il viola. Così come, avremmo tolto Federico Dimarco dopo il primo tempo, gli esterni bosniaci avevano un altro passo. Allo stesso modo, non avremmo inserito Bryan Cristante, ma Nicolò Pisilli molto più veloce. Ovviamente, non sapremmo mai come sarebbe andata con dei cambi diversi. Purtroppo il livello del calcio italiano risente molto dei troppi stranieri presenti nelle varie squadre di serie A. Alcuni di essi sono veramente ad un livello “normale”, sono molto più forti i nostri giovani. Mandati a giocare in serie B o addirittura in serie C, finiscono per perdersi in una sequela impressionante di prestiti. Ma non valgono meno di tanti decantati giovani stranieri, lo dimostrano i copiosi successi delle varie Under. Basta andare a vedere come sta lavorando Silvio Baldini per esempio. Qui, la colpa è in gran parte della Figc, manca un programma di valorizzazione dei giovani italiani. Tanto è vero che addirittura nei settori giovanili vediamo tanti giocatori stranieri…. Tornando al nostro commissario tecnico, ha avuto il grande merito di riportare i tifosi dalla parte dei colori azzurri. Siamo tornati ad emozionarci sentendo l’inno nazionale e abbiamo tifato come non mai per il sogno mondiale. Anche la squadra ha dato il cuore, oltre i propri limiti evidenti. È questo è un merito ascrivibile solo al tecnico. Cosa accadrà non è dato sapere, visto che il presidente federale Gabriele Gravina non pare intenzionato a schiodarsi dalla poltrona. Quindi, al momento l’attuale c.t. è in sella ma se in un primo momento sembrava ancora in sella e disponibile ad allenare, nelle ultime ore sembra invece aver fatto un passo indietro.
Nazionale, le colpe e i meriti di Gattuso
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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