Non si placa il tran-tran mediatico attorno alla disputa che vede protagonisti, da una parte l’allenatore della Roma Gasperini, dall’altra il dirigente Claudio Ranieri. Dopo le parole di quest’ultimo a margine dell’ultima gara di campionato tra Roma e Pisa, è venuta a galla la frattura – provvisoria o definitiva che sia – tra i due volti della ‘Lupa’. Un momento delicato in cui si avvicina il momento del primo bilancio stagionale che potrebbe vedere la Roma fuori dalla massima competizione europea anche nel prossimo anno.
Nella conferenza stampa alla vigilia di Roma-Atalanta, Gasperini ha parlato al riguardo, ammettendo innanzitutto l’inappropriatezza delle parole di Ranieri.:
“Toni che non mi aspettavo, sono sorpreso, ma l’alibi per domani è zero. Non rispondo e non voglio creare alcun danno alla squadra.”
La commozione e la riconoscenza verso Percassi
Gian Piero Gasperini, nel ricordare l’estrema sintonia e comunità di intenti quando si trovava all’Atalanta, non nasconde alcune lacrime quando parla di Antonio Percassi, Presidente leggendario dell’Atalanta a cui era molto legato:
“Sono andato via dall’Atalanta perché ritenevo chiuso il ciclo e perché pensavo di non poter fare di più. A Bergamo ho potuto far bene perché il contesto intorno a me era compatto, il lavoro della società è stato straordinario. Anche la città piccola ha creato un clima ideale. Avevamo operato e costruito insieme. C’erano giovani e non solo, un nucleo centrale e forte. Pensate alle cessioni fatte, a come è stato reinvestito. L’anomalia dell’Atalanta è stato giocare in Europa facendo utili. Non solo per merito mio ma soprattutto di una società capacissima di operare in sintonia con l’allenatore. Poi è un po’ cambiata, un po’ perché è cambiata la proprietà, un po’ perché non c’era più il papà (Antonio Percassi, ndr) a cui io ero molto legato…”
Obiettivo Champions: la mancata qualificazione quali effetti può avere?
L’allenatore non nega che l’obiettivo ‘qualificazione Champions possa costituire uno spartiacque, anche in chiave finanziaria per il mercato. Queste le parole del mister sul delicato tema dell’accesso alla Champions.
“Dovete chiederlo alla società, che è sempre stata molto chiara. Io ho sempre pensato che, con molto poco, possiamo stare lì e puntare alla Champions. E siamo lì ancora. Quindi ho sempre spinto per raggiungere quell’obiettivo subito, farlo per migliorare subito la squadra. E ancora oggi, nonostante le tante defezioni recenti, abbiamo delle chance. Ora pensiamo all’Atalanta, una squadra forte. Quando ero a Bergamo consideravo la Roma uno spartiacque: se battiamo loro, allora siamo in Europa, e magari anche in Champions; ora è lo stesso ma al contrario”.
Poi una chiosa sul rapporto con la Roma:
“A Roma ho visto una possibilità straordinaria e sono contento di questa scelta. Mediamente ho fatto tanti anni ovunque, forse vuol dire che lavorare con me è possibile… Poi qualche frizione è normale, è come in un matrimonio. Magari ci sono 3-4 motivi di scontro e 50 esperienze positive”.