Vent’anni fa se ne andava Catello Mari, calciatore in forza alla Cavese. La sera di Pasqua del 16/04/2006, a soli 28 anni, perse tragicamente la vita in un incidente stradale causato da un colpo di sonno. Una autentica beffa del destino: il ragazzo poche ore prima, aveva festeggiato la promozione in Serie C1 con la sua Cavese. Una gioia immensa, purtroppo diventata tragedia nel giro di una notte. Durante la sepoltura, pioveva a dirotto e all’ingresso del cimitero, suo papà Giuseppe incontrò un ragazzo: gli sembrò quasi un fantasma. Era sotto shock, ma vedendolo lì, da solo, alle quattro del mattino, si fermò, perché voleva capire. Il giovane gli disse: “Sono un tifoso della Cavese… sono venuto a portare un telo sulla tomba di Catello”. Quando il genitore gli chiese il perché, la risposta lo lasciò totalmente senza parole: “L’ho fatto perché non si bagnasse… Lei non sa che sono sposato e ho un bambino, ma non lavoro. Ogni mese suo figlio mi faceva la spesa, fino a 300 euro. Aveva preso a cuore la mia storia… voleva aiutarmi”. E in quelle parole c’era tutto, il ritratto dell’uomo prima che dell’atleta. Chiamare Catello Mari calciatore era riduttivo. Perché era un benefattore silenzioso. Quando giocava ad Angri, aveva iniziato addirittura ad accudire una coppia di anziani che viveva a pochi passi dallo stadio Novi. E prima di ogni allenamento chiedeva: “Cosa volete mangiare oggi?”. Prendeva le ordinazioni e ordinava il pranzo per questi vecchietti che aveva preso a cuore. Non solo, alcune volte, tornando dalle trasferte, si fermava negli autogrill e aiutava i ragazzi in difficoltà, con storie difficili o tossicodipendenti. Senza pensarci, regalava loro dieci euro. E qualcuno gli diceva: “Ma finiranno per spenderli male…”. Risposta tranciante: “Forse sì… però almeno non ruberanno, né faranno del male a qualcuno qui”. La persona era fatta così, buona e quasi fuori dal tempo, quasi fuori da questo mondo.Nel giorno del trigesimo, il padre Giuseppe, dall’altare, disse una frase che fa venire i brividi: “Ho conosciuto poco mio figlio durante la sua vita, troppo breve. Lo sto conoscendo adesso, dopo la sua morte, attraverso i racconti delle persone. E così… continua a camminare sempre al mio fianco”. Un destino crudele per un bravo ragazzo. Non ne vedi più così al giorno di oggi, i calciatori odierni vivono nella loro bolla egoistica personale. Catello Mari, era nato a Castellammare di Stabia il 05/07/1978, fu un difensore centrale, in maglia biancoblù nelle stagioni tra il 2004 e il 2006. Calcisticamente si propone nella Rocchese dando una prova delle sue qualità di goleador. Dalla Rocchese passa nelle giovanili della Cavese. Si susseguono poi le presenze in altri club tra i quali Nocerina, Ebolitana, Capri, Angri, Turris, Casertana, squadra quest’ultima che lo impiega per la prima volta da difensore, prima di fascia e poi centrale, ruolo quest’ultimo che lo vede protagonista tra le fila della Cavese in C2, dove ottiene i maggiori successi venendo soprannominato il “difensore col vizio del gol”.
Storie, vent’anni senza Catello Mari: il ricordo
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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