Mondiali 2026: Brasile-Argentina finisce in guerriglia!

22 Novembre 2023 alle 11:32

In una serata di violenze dentro e fuori dal campo, l’Argentina compie l’impresa: infligge al Brasile la prima sconfitta in casa in tutta la storia delle Qualificazioni Mondiali. Finisce 1-0, con un gol del difensore Nicolas Otamendi nella ripresa. E Lionel Scaloni, c.t. campione del mondo, ha rivelato in conferenza stampa che potrebbe lasciare la guida della Selección: “Questa squadra ha bisogno di qualcuno che abbia tutte le energie possibili. Ci penserò”. Una autentica doccia fredda per gli organi federali, i giocatori e la tifoseria. Il tecnico è molto amato e la fiducia nei suoi confronti è totale. La gara inizia con quasi mezz’ora di ritardo a causa di scontri tra le due tifoserie e tra agenti di sicurezza e gli ultra argentini. Lionel Messi, da capitano e leader, ritira la squadra dal campo e torna negli spogliatoi fino al ritorno della calma: “Non si può giocare in queste condizioni”. Il caos è scoppiato al momento degli inni nazionali. Quello degli ospiti è fischiatissimo dal pubblico brasiliano. E le due tifoserie non sono isolate come accade di solito in partite di club al Maracanã di Rio de Janeiro. Le risse scoppiano nel settore sud dello stadio in cui si trovano circa 3000 argentini (in totale c’erano 68.138 spettatori). L’Argentina lascia il terreno di gioco, i giocatori si avvicinano alle tribune per vedere ciò che succede: si corre, ci si picchia, volano i seggiolini dello stadio. Le forze dell’ordine prendono i tifosi a manganellate. Emiliano Martínez, portiere argentino, prova pure a strappare un manganello da un poliziotto, ma viene fermato. L’Argentina decide di rientrare nello spogliatoio su input appunto di Lionel Messi. Sembra che sia finita qui, ma la situazione piano piano torna alla normalità. Si allestisce un cordone di agenti di sicurezza per isolare i tifosi ospiti da quelli di casa. Otto persone vengono arrestate. E la federcalcio brasiliana ora si attende che arrivino squalifiche. Inizia la partita e il gioco è spezzettato: dopo 19’ di partita si contano addirittura 13 falli (saranno 42 in tutta la gara). Solo verso la seconda metà del primo tempo si vede un po’ di calcio. E la miglior occasione prima dell’intervallo è per il Brasile: il difensore Christian Romero salva sull’area piccola un tiro di Gabriel Martinelli al 43’. Raphinha e lo stesso Gabriel Martinelli già avevano sprecato buone occasioni all’inizio del secondo tempo, quando Nicolas Otamendi colpisce di testa dopo un angolo piazzato da Giovani Lo Celso superando il portiere brasiliano Alisson Becker, ex Roma: il gol-partita arriva al 17’ della ripresa. I brasiliani non sanno più reagire. Gli argentini sono più esperti e difendono il risultato. Il Brasile finisce la gara in 10: Joelinton, entrato al 26’ st viene espulso 10′ dopo per aggressione a Rodrigo De Paul. E’ un altro record amaro per la Seleção: è la terza sconfitta di fila alle Qualificazioni Mondiali. Dopo sei turni (su 18) questa è stata l’ultima partita del 2023 per le Qualificazioni Mondiali sudamericane. Si ricomincia nel settembre del 2024, quando il Brasile spera di avere già in panchina Carlo Ancelotti al posto dell’attuale c.t. Fernando Diniz. In classifica l’Argentina è in testa con 15 punti; poi Uruguay, 13: Colombia, 12; Venezuela, 9; Ecuador, 8; Brasile, 7; Paraguay, Cile, 5; Bolivia, 3; Perù, 2. Si qualificano le prime sei direttamente, il Brasile è al limite, mentre la settima disputerà uno spareggio. Il tabellino dell’incontro:

BRASILE-ARGENTINA 0-1

Marcatori: 63’ Otamendi

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Emerson, Gabriel (72’ Joelinton), Marquinhos (46’ Nino), Carlos Augusto; Andre, Bruno Guimaraes (78’ Douglas Luiz); Raphinha (72’ Endrick), Rodrygo, Martinelli (78’ Raphael Veiga); Gabriel Jesus.

ARGENTINA (4-4-2): Martinez; Molina, Romero, Otamendi, Acuna (66’ Tagliafico); De Paul, Fernandez (70’ Paredes), Mac Allister, Lo Celso (70’ Gonzalez); Messi (78’ Di Maria), Alvarez (78’ Lautaro Martinez).

Arbitro: Maza (CHI)

di Cristiano Mezzi
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