Abbiamo parlato dei demeriti dell’Inter, ma è assolutamente doveroso sottolineare, con la stessa forza, i meriti degli avversari. Perché questa squadra ha super meritato il passaggio del turno. E c’è qualcosa di poetico nel pensare che il Bodo Glimt sia agli ottavi di Champions League per la prima volta nella sua storia. Pensare che negli ultimi 71 anni, solo un’altra squadra norvegese era riuscita nell’impresa di arrivare agli ottavi: il Rosenborg nel 1997. Queste sì che sono imprese e possono essere definite tali. Una città di appena 42.000 abitanti. Uno stadio da 8.000 posti. Una rosa che vale addirittura meno di 60 milioni di euro. Un club che nel 2017 era ancora in seconda divisione. Che nel lontano 2010 ha rischiato il fallimento, evitato all’ultimo respiro grazie ad una raccolta fondi degli stessi abitanti. E che nell’ultimo mercato estivo ha speso appena 6 milioni di euro per acquistare 11 giocatori. Sì, avete capito benissimo! Eppure questo allenatore è riuscito a battere squadre del calibro di Atlético Madrid, Manchester City e Inter, sia in casa che in trasferta. Squadre guidate da allenatori che sono stati giocatori importanti: Diego Pablo Simeone, Joseph Guardiola, Cristian Chivu. Quest’uomo ha rivoluzionato il Bodø/Glimt. Parliamo di Kjetil Knutsen, classe 1968. E la rivoluzione è iniziata nel 2017, prima si dedicava principalmente all’istruzione: faceva il maestro di scuola elementare! Otto anni dopo: una promozione, quattro titoli di campione di Norvegia e oggi è tra le prime sedici squadre d’Europa. A gennaio era vicino a diversi club di Premier League e scommettiamo che presto ci andrà. Perché ha dimostrato di essere un manager di livello assoluto, infatti lo chiamano il “Klopp norvegese”. È l’artefice di una fantastica favola calcistica e niente accade per caso nella vita e nello sport.