Un infortunio grave può cambiare la carriera di qualsiasi calciatore. Persino quella di un Pallone d’Oro come lo spagnolo Rodri. Da quando si è rotto il legamento crociato non è stato più lo stesso. Non più il perno del Manchester City. Non più il fulcro del gioco di Josep Guardiola. Non è più uno dei tre centrocampisti più forti del mondo. Ricordiamo ancora le sue lacrime dopo il grave infortunio. L’operazione a Madrid, il lungo recupero e la riabilitazione. È stato otto mesi fuori, un calvario e un tempo infinito. Poi il rientro in campo. Ma solo sulla carta purtroppo. Perché da quel momento sono arrivati altri problemi al ginocchio e un altro mese lontano dal campo. E non è finita qui. Torna, prova a ripartire e si ferma ancora. Infortunio muscolare alla coscia. Succede spesso quando un giocatore resta fermo così tanto tempo. Altri tre mesi fuori. E i primi dubbi sul recupero completo iniziano a farsi strada. Nell’ultimo anno e mezzo è stato assente per circa un anno, saltando addirittura 71 partite. Da gennaio, però, qualcosa sembra essere cambiato. Sta ritrovando continuità. Sta ritrovando soprattutto se stesso. E ieri sera è arrivato anche il gol: quello del momentaneo vantaggio contro il Nottingham Forest. Non segnava dal maggio 2024. Ora la speranza è una sola per il centrocampista: che il peggio sia davvero alle spalle. Perché il calcio, nell’ultimo periodo, senza Rodri ha perso tantissimo.