Dopo la goleada di Bursa e il pareggio di carattere conquistato a Parigi contro la Francia, l’Italia di Roberto Mancini si prepara a un altro passaggio importante del suo percorso: la sfida contro la Turchia, che arriva al termine di un calendario complesso ed obbliga a cambiare diversi uomini.
La parola d’ordine resta una: fiducia. Fiducia nei giovani, nei giocatori che stanno cercando spazio e in un gruppo che, dopo alcune prestazioni deludenti, sembra avere ritrovato compattezza e convinzione.
“Se uno è giovane, ma ha del talento gli va data fiducia”,
spiega in conferenza stampa il Ct. Un concetto che fotografa bene il nuovo corso azzurro: non esistono più gerarchie completamente intoccabili e diversi giovani hanno l’opportunità di trasformare le proprie occasioni in punti fermi della Nazionale.
La novità più interessante delle ultime partite non riguarda soltanto il modulo scritto sulla lavagna: il 4-3-3 resta la base, ma contro la Francia si è trasformato spesso in un 4-5-1 molto compatto, con le linee ravvicinate e grande attenzione alla protezione della difesa.
È stata una risposta anche alle difficoltà mostrate contro il Belgio: in quelle partite l’Italia aveva concesso troppo spazio tra centrocampo e difesa. Contro la Francia, invece, il blocco azzurro è rimasto più corto, costringendo gli avversari a cercare soluzioni meno immediate: Tonali ha garantito protezione davanti alla difesa, mentre Scalvini e Bastoni hanno avuto un ruolo importante nel contenere gli attaccanti francesi.
L’idea di Mancini sembra quindi essere quella di mantenere una squadra offensiva, ma senza trasformarla in una formazione vulnerabile: possesso e verticalità quando c’è spazio, ma anche capacità di abbassarsi e ripartire quando l’avversario impone un livello superiore.
Il ricambio generazionale procede rapidamente: Sebastiano Esposito, Vergara, Ruggeri, Romano, Doumbia e altri giovani si stanno affacciando con sempre maggiore convinzione.
Tra i volti della continuità c’è Nicolò Barella: dopo essere partito dalla panchina contro la Francia, il centrocampista è destinato a tornare titolare contro la Turchia.
La sua gestione racconta bene la nuova filosofia del gruppo: anche un giocatore esperto e centrale nel progetto può essere utilizzato diversamente in base alla partita e alle esigenze fisiche. Lo stesso Barella ha sottolineato come in Nazionale non conti il nome sulla maglia, ma quello dell’Italia. Il calendario impone rotazioni dopo quattro partite concentrate in appena undici giorni. Il commissario tecnico ha già annunciato più di una modifica, con possibili novità in attacco e a centrocampo: Scamacca può avere una chance davanti, mentre Romano e altri giovani sono candidati a trovare spazio.