Da “Maestro” in campo a possibile commissario tecnico della Nazionale. Il percorso di Andrea Pirlo in panchina è stato tutt’altro che lineare, ma oggi il suo nome è tornato con forza al centro del calcio italiano.
Secondo “Goal.com”, l’ex regista campione del mondo 2006 è uno dei principali candidati per raccogliere l’eredità sulla panchina azzurra. La sua candidatura è sostenuta soprattutto da Paolo Maldini, che lo considera il profilo ideale per aprire un nuovo ciclo tecnico, ed inoltre il rifiuto da parte di Josep Guardiola alla chiamata della FIGC aumenta le possibilità che possa allenare la Nazionale.
L’esordio shock con la Juventus
La carriera da allenatore di Pirlo è iniziata nel 2020 in maniera sorprendente. Nominato tecnico dell’Under 23 della Juventus, è stato promosso dopo appena pochi giorni sulla panchina della prima squadra, senza aver ancora diretto una partita tra i professionisti.
Nella sua unica stagione in bianconero ha conquistato Coppa Italia e Supercoppa Italiana, centrando anche il quarto posto in Serie A e la qualificazione in Champions League. Tuttavia, la fine dell’egemonia juventina in campionato e un progetto considerato non ancora maturo portarono il club a richiamare Massimiliano Allegri.
La ripartenza tra Turchia e Sampdoria
Dopo un anno di pausa, Pirlo ha scelto il Fatih Karagümrük, in Turchia, dove ha mostrato un calcio offensivo e propositivo, ottenendo una salvezza tranquilla.
Nel 2023 è tornato in Italia accettando la sfida della Sampdoria, chiamata a risollevarsi dopo la retrocessione in Serie B. Alla prima stagione ha condotto i blucerchiati fino ai playoff promozione, senza però riuscire a riportare il club in Serie A. L’avvio negativo dell’annata successiva ha portato all’esonero.
La scelta degli Emirati
Lontano dai riflettori del calcio europeo, Pirlo ha deciso di ripartire dallo United FC, formazione della seconda divisione degli Emirati Arabi Uniti. Una scelta che sembrava allontanarlo definitivamente dai grandi palcoscenici, ma che potrebbe rivelarsi soltanto una parentesi.
Perché la FIGC pensa a lui
La candidatura di Pirlo a Ct della Nazionale dipende da diversi fattori. Oltre al forte rapporto con Paolo Maldini, il suo profilo rappresenta una soluzione sostenibile dal punto di vista economico rispetto ad altri grandi nomi accostati alla Nazionale. Inoltre, il suo calcio è caratterizzato da principi moderni, possesso palla e moduli flessibili, aspetti che la nuova dirigenza federale considera fondamentali per rilanciare il progetto azzurro.
Risvolti tattici
Dal punto di vista tattico, Pirlo non è legato a un unico sistema di gioco. Nel corso delle sue esperienze ha alternato difesa a tre e a quattro, costruzione dal basso e continui cambi di posizione durante la partita. Un’eventuale Italia di Pirlo sarebbe una squadra dal “modulo fluido”, capace di adattarsi agli interpreti e alle diverse fasi della gara, con particolare attenzione alla qualità tecnica del centrocampo e alla costruzione dell’azione.
Dopo un percorso fatto di alti e bassi, dalla Juventus alla Serie B con la Sampdoria, passando per la Turchia e gli Emirati, Andrea Pirlo potrebbe ritrovarsi davanti alla sfida più prestigiosa della sua seconda carriera. L’ultima parola spetterà alla FIGC, ma il nome dell’ex regista è ormai stabilmente in cima alla lista dei candidati. Per il “Maestro”, il prossimo passo potrebbe essere il ritorno in azzurro, questa volta non in campo, ma in panchina.