Fanno eco le parole di Gianni Rivera in una recente intervista resa alla “Repubblica”. L’ex stella del Milan ha commentato il momento della nazionale azzurra e provato a identificare i principali problemi del sistema calcio Italia, sempre più incapace di “partorire” talenti. A proposito della sconfitta contro la Norvegia, Rivera ha dichiarato: “Nel secondo tempo sembrava di vedere il Brasile contro nessuno. È stato umiliante e strano. Eravamo in balia degli avversari, l’Italia non può essere questa”.
Sulla carenza dei campioni, che rappresenta il principale cancro, una verità sacrosanta: “Campioni non ne abbiamo più, ma i problemi della Nazionale sono tanti. Abbiamo tanti temi inevasi che dovrebbero essere affrontati dalla federazione, troppo facile addossare le responsabilità solo sui giocatori”.
Su Gennaro Gattuso, rispondendo a specifica domanda: è l’uomo giusto per la nazionale? “Non conosco abbastanza Rino per dare un giudizio. Però ho letto che erano stati contattati altri allenatori prima di lui, e hanno rifiutato. Su questo andrebbe fatta una riflessione. Certo guardando la partita domenica mi è parso che non sia riuscito a entrare nella testa dei calciatori”.
Poi la frecciata ai procuratori, ritenuti all’origine di tutti i mali: “L’ingresso sulla scena dei procuratori ha danneggiato il sistema. Oggi le famiglie devono pagare gli agenti per far giocare i bambini.Se non si è ricchi, i ragazzi possono essere talentuosi ma comunque non avere mai una reale possibilità di emergere”. Effettivamente, difficile poter favorire la nascita di nuovi talenti italiani se c’é uno sbarramento economico all’ingresso. Bisognerebbe mettere da parte, almeno per i più giovani, il desiderio di guadagnare molto e subito svuotando le tasche delle famiglie di molti calciatori, alcune delle quali non hanno i mezzi per poter pagare l’agente e dare l’opportunità ai figli meritevoli di giocarsi le proprie carte.
Italia in crisi, Rivera attacca il sistema: procuratori dannosi
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