Una notte particolare per l’Italia calcistica. Da un lato, l’under 17 che vince il secondo titolo europeo consecutivo battendo il Belgio ai rigori, dall’altra il volto della nazionale maggiore in versione baby, così come pensata ed allenata da Silvio Baldini.
Scopriamo così che la squadra allenata dall’ex tecnico del Pescara ci fa fare bella figura, vincendo in inferioritá numerica contro la Grecia. Non solo una bella soddisfazione per gli italiani, ormai abituati a ben altri verdetti sul campo, ma anche uno smacco alla federazione greca che sembrava snobbare l’Italia dei giovani, arrivando a ipotizzare la rinuncia a giocare il match.
Risultati importanti realizzati da coloro che purtroppo finiscono per non aver chance in Serie A. Giovani adombrati da colleghi stranieri ben rappresentati da abili procuratori, trascurati dai club italiani quasi sempre troppo inclini a operazioni di scouting dall’estero.
La vittoria di oggi porta il timbro dei più giovani, affiancati da Donnarumma e Pio Esposito (suo il gol vittoria) che hanno dimostrato di saper onorare la maglia azzurra anche quando in gioco non c’e nulla.
Alla luce delle vittorie contro Lussemburgo e Grecia, possiamo affermare di poterci “fidare” di Silvio Baldini e i suoi allievi, molto più di quanto si possa fare con gli azzurri “titolari”.
L’allenatore ha dato seguito alle parole con i risultati, dimostrando che prima di tutto bisogna portare rispetto verso la maglia azzurra che rappresenta un Paese intero. Dimostrando nostro malgrado che non c’è bisogno solo di campioni ma pima di tutto di veri professionisti.
Queste le dichiarazioni del tecnico nel finale:
“io conosco il valore di questi ragazzi. Io non regalo i complimenti a caso. Quando sei ragazzi capiscono che avere regole è una risorsa e non una punizione vuol dire che hanno acquisito un grado di maturità per essere una squadra importante. Ora devono solo crescere. Curavo che anche stasera potessimo avere quel pizzico di fortuna che serve in tutte le cose della vita, ma volevo che prendessero fiducia. Avere delle regole, avere uno stile di vita non è una punizione, ma una risorsa. Devo continuare sulla panchina dell’Italia? La ringrazio, ma penso solo a fare il mio lavoro. Purtroppo nel mondo del calcio ci sono tante persone che ti danno delle etichette. A queste etichette io penso di dare una risposta sul campo con questi ragazzi. Non sono uno scappato di casa. Il destino mi ha portato qua, ma la strada per arrivare qua è stata lunga, tortuosa e difficile. Cresce il partito di chi mi vuole mantenere ct? Non mi interessa. lo sono qua per essere utile, io faccio parte della famiglia Italia. Doveva o fare queste due partite, le abbiamo fatte. Volevo che i miei ragazzi fossero valorizzati per quello che mi danno tutte le volte che si allenano con me. La cosa più importante per me era quella.”
Appurata la bravura e la meritevolezza dei giovani, Baldini è inoltre tornato sull’anomalia italiana: il fatto che non ci sia spazio per loro nel calcio che conta.
“Tutti i settori giovanili azzurri hanno sempre fatto bene e hanno vinto. Il problema è stato sempre questo salto, dall’Under-21 alla nazionale. Penso che questo scalino sia meno ripido dopo queste dimostrazioni che abbiamo dato“