L’eliminazione del Brasile agli ottavi di finale del Mondiale 2026 continua a far discutere. Dopo la sconfitta per 2-1 contro la Norvegia, anche il presidente della Repubblica Luiz Inácio Lula da Silva è intervenuto sulla deludente campagna della Seleção, affidandosi a un mix di ironia e critiche rivolte indirettamente al commissario tecnico Carlo Ancelotti.
Nel corso di una visita all’Istituto Mauá di Tecnologia di San Paolo, Lula ha assistito alla dimostrazione di un progetto realizzato da uno studente e ha colto l’occasione per lanciare una battuta destinata a far parlare.
“Ho mostrato quel robot ad Ancelotti. Il ragazzo ha costruito un robot aggressivo, sembrava Mbappé, sembrava Haaland. Gli ho detto che, se vuole vincere il prossimo Mondiale, dovrebbe ingaggiare proprio quel robot”, ha scherzato il presidente brasiliano davanti ai presenti.
Lula non è mai stato un grande estimatore dell’allenatore italiano, e questo lo si era già capito prima ancora che la federazione lo incaricasse come nuovo ct.
L’amarezza per il Mondiale
Le parole del capo dello Stato arrivano in un momento particolarmente delicato per il calcio brasiliano. La precoce eliminazione contro la Norvegia ha infatti alimentato il malcontento di tifosi e opinione pubblica, con la Seleção che dovrà attendere almeno il 2030 per provare a interrompere un digiuno mondiale che dura ormai dal trionfo del 2002 in Corea del Sud e Giappone.
La sconfitta rappresenta inoltre un dato storico negativo: il Brasile non veniva eliminato agli ottavi di finale di un Mondiale dai tempi di Italia ’90.
“Una vergogna, sull’aereo c’era un solo giocatore”
Lula non si è limitato alla battuta sul ct italiano, ma ha espresso anche tutto il proprio disappunto per il rientro della nazionale in patria.
“Sapete chi è Ancelotti? È il commissario tecnico del Brasile. Sono partiti in tanti e sull’aereo del ritorno c’era praticamente una sola persona. Mio Dio, che vergogna: è tornato soltanto un giocatore.”
Il riferimento è al volo organizzato dalla Confederazione Brasiliana di Calcio, atterrato a Rio de Janeiro con i membri dello staff tecnico e dirigenziale e con il solo Danilo tra i 26 calciatori convocati. Tutti gli altri hanno infatti lasciato gli Stati Uniti separatamente, raggiungendo direttamente le rispettive destinazioni.
Parole che fotografano il clima di forte delusione che si respira in Brasile dopo un Mondiale chiuso ben al di sotto delle aspettative e che inevitabilmente aumenta la pressione su Carlo Ancelotti, chiamato a rilanciare una nazionale che da quasi tre decenni non riesce più a conquistare il titolo iridato.