Il pragmatismo di uno dei più forti attaccanti della storia del calcio brasiliano. Romario parla dall’alto della sua esperienza e del mondiale conquistato nel ‘94 a suon di gol che portano la sua firma.
L’ex fuoriclasse brasiliano ha puntato il dito contro il talento del Real Madrid dopo l’eliminazione del Brasile contro la Norvegia. Parole durissime per l’occasione fallita che avrebbe potuto cambiare il destino della Seleção.
Il giudizio di Romario (a “Romario Tv”) stato molto severo. L’ex campione del mondo del 1994 ha individuato nell’occasione sprecata dal giovane attaccante del Real Madrid uno dei momenti decisivi della sfida persa contro la Norvegia.
Entrato in campo nella ripresa, Endrick ha avuto sui piedi la palla che avrebbe potuto riaprire il match. Lanciato a rete da un perfetto assist di Vinicius Junior, il classe 2006 si è presentato da solo davanti al portiere Nyland, ma un controllo impreciso gli ha impedito di concludere a rete, spegnendo una delle migliori occasioni create dalla Seleção.
Per Romario, quell’errore pesa più di qualsiasi attenuante legata all’età del giocatore.
“Mi piace Endrick e sono convinto che ci regalerà tante soddisfazioni, ma contro la Norvegia è stato terribile. Poi tutti dicono: ‘È giovane’. E allora? Doveva segnare quel gol. Che sia giovane, adulto o anziano non cambia nulla.”
L’errore di Endrick si aggiunge a quello (forse più inperdonabile) commesso da Guimares dal dischetto. Due errori individuali che hanno decretato il fallimento verdeoro.
Parole che sorprendono soprattutto perché arrivano in netto contrasto con quanto dichiarato, appena prima del Mondiale, da un’altra leggenda del calcio brasiliano come Cafu. L’ex capitano della Seleção aveva infatti elogiato il talento del giovane attaccante, definendolo un calciatore fuori dal comune.
“Endrick è un giocatore eccezionale per la sua età. È completo: è veloce, forte fisicamente, salta l’uomo, calcia bene le punizioni ed è efficace nel gioco aereo. Sarà una pedina fondamentale per il futuro del Brasile.”
La fiducia riposta nel giovane talento, però, si è scontrata con la dura realtà del Mondiale. Dopo l’errore davanti alla porta, Endrick è rimasto per alcuni istanti disteso sul terreno di gioco, visibilmente sconsolato e consapevole di aver lasciato sfumare un’occasione che avrebbe potuto cambiare il destino della partita e, forse, dell’intero cammino del Brasile.
Le parole di Romario riaprono così il dibattito fornendo una chiave di lettura diversa del naufragio mondiale, da imputare ad errori individuali, e non a falle nell’organizzazione di gioco o lacune da imputare all’allenatore.
Dunque, se da un lato c’è chi invita a proteggere uno dei talenti più promettenti del calcio mondiale, dall’altro l’ex Pallone d’Oro brasiliano ribadisce un concetto chiaro: quando si indossa la maglia del Brasile, età e inesperienza non possono diventare un alibi.