Luciano Spalletti sceglie la linea della responsabilità e della continuità. Alla vigilia del derby Torino-Juventus, ultima occasione per tenere viva la corsa Champions, il tecnico bianconero affronta con decisione i temi più delicati del momento: le voci sulle dimissioni, la delusione per il ko contro la Fiorentina e la programmazione futura del club.
Una conferenza lunga, intensa, nella quale l’allenatore ha provato a ricompattare ambiente e squadra, rivendicando il lavoro costruito durante la stagione nonostante le difficoltà delle ultime settimane.
Dimissioni? “Mai pensato di mollare”
Spalletti allontana subito ogni ipotesi di addio, smentendo categoricamente le voci circolate dopo la sconfitta dell’ultimo turno.
“Non mi è mai passato per la testa”
ha dichiarato il tecnico, chiarendo di non aver chiesto alcun confronto straordinario con la società. Anzi, l’allenatore ha spiegato come i contatti con dirigenza e proprietà siano continui e già programmati: “È tutto programmato con la società e la dirigenza e in questo momento sarà più intenso: ci incontreremo più volte per programmare nel migliore dei modi il futuro”.
Spalletti ha voluto ribadire un concetto preciso: il progetto non può essere rimesso in discussione per una singola partita o per un episodio negativo. “Il percorso che dobbiamo fare rimarrà invariato sia in una maniera che nell’altra”, ha spiegato, sottolineando come le valutazioni vadano fatte con maggiore profondità e non sull’emotività del momento.
Parole che certificano la volontà del tecnico di andare avanti e di continuare il lavoro avviato alla Continassa, indipendentemente dall’esito finale della corsa Champions.
La ferita Fiorentina: “Ho passato notti senza vita”
Spalletti non nasconde il peso emotivo della sconfitta contro la Fiorentina, arrivata nel momento più delicato della stagione.
“Ho passato delle notti senza vita”
ha confessato il tecnico, ammettendo quanto lo colpisca vedere la squadra lontana dall’identità costruita durante l’anno.
Il rammarico, però, non riguarda semplicemente il risultato: “Le partite che mi danno fastidio non sono quelle in cui fai la prestazione senza raccogliere il risultato, ma quelle in cui non riesci a essere te stesso”.
L’allenatore si è assunto completamente le responsabilità del momento negativo: “Devo prendere le mie responsabilità in base a quello che la squadra propone in campo”. Una presa di posizione netta, accompagnata dalla difesa pubblica del gruppo: “Non verrò in conferenza stampa a criticare i miei calciatori. Non l’ho mai fatto e mai lo farò”.
Secondo Spalletti, il percorso della Juventus non può essere cancellato da una settimana difficile. Il tecnico ha ricordato come la squadra abbia comunque costruito per lunghi tratti una precisa identità di gioco e carattere, elementi che dovranno riemergere proprio nel derby contro il Torino.
Programmazione futura e progetto Juve
Il tecnico bianconero ha insistito molto sul concetto di programmazione, spiegando come il club stia lavorando guardando oltre il risultato immediato.
“Programmare significa avere il coraggio di guardare oltre quello che è il risultato”, ha affermato, ribadendo la necessità di costruire basi solide per il futuro della Juventus.
Spalletti ha parlato di un progetto che continuerà indipendentemente dalla qualificazione o meno alla prossima Champions League: “Noi vogliamo ugualmente creare la possibilità per andare a lottare per qualcosa di importante”.
Naturalmente, il derby col Torino resta decisivo. La Juventus ha una sola strada per continuare a sperare: vincere. “Il traguardo non è una speranza ma una cosa concreta che troviamo in campo”, ha spiegato l’allenatore.
Infine, spazio anche al rispetto per il rivale Paolo D’Aversa, elogiato pubblicamente da Spalletti: “Si vede che il Torino ha una sua identità e una sua energia”.
Adesso la Juventus è chiamata alla risposta definitiva. Spalletti prova a ripartire dal senso del progetto, dalla responsabilità personale e dalla fiducia nel gruppo. Ma nel derby della Mole serviranno soprattutto i fatti.