Finisce in parità l’anticipo della 38ª e ultima giornata di Serie A tra Atalanta e Fiorentina. A gettare ombre sul futuro dell’allenatore nerazzurro sono le parole del diretto interessato a Dazn nel post gara.
La sintesi del match
Al Gewiss Stadium termina 1-1 una sfida intensa e ricca di occasioni, soprattutto nella ripresa, con la squadra viola avanti grazie a Piccoli e raggiunta nel finale dall’autorete sfortunata di Comuzzo.
La gara parte su ritmi elevati, con entrambe le squadre subito aggressive. L’Atalanta prova a rendersi pericolosa soprattutto con Samardzic e Raspadori, mentre la Fiorentina risponde con le accelerazioni di Gudmundsson e le incursioni di Mandragora.
La prima vera occasione arriva al 17’, quando Raspadori controlla bene in area e calcia di sinistro sfiorando il palo. Poco dopo ci prova ancora Samardzic con un tiro a giro dalla distanza, ma la conclusione termina sul fondo.
La Fiorentina cresce con il passare dei minuti e al 39’ trova il vantaggio. Brescianini lancia in profondità Piccoli, bravissimo a dribblare Ahanor e a concludere col mancino sul primo palo: Sportiello non trattiene e il pallone termina in rete per l’1-0 viola.
Nella ripresa l’Atalanta aumenta la pressione e costruisce numerose occasioni. Christensen diventa protagonista assoluto con una serie di interventi decisivi. Al 51’ il portiere viola salva su Ahanor da pochi passi dopo una grande giocata di Raspadori, mentre al 58’ si oppone ancora a Zappacosta, bravo a inserirsi sul secondo palo.
La Fiorentina però non rinuncia a colpire in contropiede e al 55’ sfiora il raddoppio con Mandragora, anticipato dall’uscita bassa di Sportiello. Poco dopo il portiere nerazzurro vola anche su una punizione potente dello stesso centrocampista viola.
Nel finale l’Atalanta trova il meritato pareggio. All’82’ Musah apre sulla destra per Zappacosta, che mette un pallone teso nell’area piccola per Scamacca: nel tentativo di anticipare l’attaccante nerazzurro, Comuzzo devia sfortunatamente nella propria porta firmando l’1-1.
Gli ultimi minuti sono concitati, con cinque di recupero e continui ribaltamenti di fronte, ma il risultato non cambia più.
Palladino ringrazia, parole di addio?
Le parole di Raffaele Palladino danno spazio a interpretazioni alterne sul futuro della panchina dell’Atalanta. L’allenatore ha ringraziato tutto l’ambiente: dai tifosi allo staff, per arrivare alla famiglia Percassi per l’opportunità concessagli. È sembrato quasi il plastico messaggio da protocollo che si diffonde dopo aver concluso un ciclo. Sembrerebbe che la squadra bergamasca si stia guardando intorno da tempo, osservando vari profili papabili (Sarri, Italiano e Thiago Motta).
Secondo una chiave di lettura, le varie iscrizioni sull’interesse della ‘Dea’ verso determinati allenatori non avranno sicuramente fatto piacere a Palladino che ieri potrebbe aver salutato in anticipo e “a caldo” dopo la partita.