É scomparso il patron della Fiorentina Rocco Commisso all’età di 76 anni. La notizia é stata diffusa dal club con un lungo comunicato che lo omaggia ricordando la sua storia e il suo amore verso la squadra che aveva rilevato nel 2019.
Il comunicato
“Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso.
Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa.
Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso.
Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste.
Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze.
‘Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini.
Il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, vivrà per sempre portando il suo nome. Un segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani. Proprio i ‘suoi’ ragazzi che sono cresciuti nel vivaio, conquistando trofei giovanili e proseguendo il proprio percorso nelle prime squadre maschili e femminili della Fiorentina. Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia.
La famiglia Commisso desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui.
Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco.
Ci manchi e ci mancherai sempre”
L’acquisto del club
Quando nell’estate del 2019 Rocco Commisso acquista la Fiorentina, il club viola si trova in un momento di profonda incertezza. Reduce da stagioni altalenanti, con una proprietà in uscita e una piazza delusa, la società aveva bisogno di stabilità, visione e investimenti. L’arrivo dell’imprenditore italoamericano segna l’inizio di una nuova era, fatta di ambizioni dichiarate, scelte strutturali e un legame emotivo forte con la città di Firenze.
Il 6 giugno 2019 Commisso rileva il 100% della Fiorentina dalla famiglia Della Valle. Fin dalle prime conferenze stampa, il nuovo presidente si presenta con toni diretti e appassionati: promette una squadra competitiva, il rispetto dei conti e soprattutto il ritorno dell’orgoglio viola.
La sua comunicazione schietta conquista subito una parte importante della tifoseria, stanca di ambiguità e di obiettivi mai dichiarati apertamente.
Stabilità economica e investimenti
Uno dei primi interventi di Commisso riguarda la solidità finanziaria del club. La nuova proprietà immette capitali per ridurre i debiti e garantire continuità gestionale. Parallelamente, vengono effettuati investimenti sul mercato per rafforzare la rosa, con l’idea di costruire una squadra sostenibile ma competitiva.
Non mancano errori e cambi di rotta, soprattutto nei primi anni, ma la linea resta chiara: la Fiorentina deve crescere senza mettere a rischio il proprio futuro.
La vicenda “Stadio”
Un capitolo centrale della presidenza Commisso è quello legato alle infrastrutture. Il presidente si batte a lungo per la realizzazione di un nuovo stadio o per un profondo rinnovamento dell’Artemio Franchi, scontrandosi spesso con vincoli burocratici e istituzionali.
Da questa frustrazione nasce però uno dei progetti più concreti della sua gestione: il Viola Park, il nuovo centro sportivo della Fiorentina, inaugurato nel 2023. Un’infrastruttura all’avanguardia che diventa simbolo tangibile dell’impegno di Commisso verso il club e il suo settore giovanile.
La crescita sportiva e il ritorno in Europa
Dopo stagioni di transizione, la Fiorentina inizia a trovare continuità. L’arrivo di una guida tecnica stabile e una rosa più equilibrata portano il club a tornare protagonista, prima in Italia e poi in Europa.
Le finali europee raggiunte nei primi anni Venti rappresentano un segnale forte: la Fiorentina è tornata a competere su palcoscenici importanti, recuperando visibilità internazionale e ambizione sportiva.
Il rapporto con Firenze e i tifosi
Commisso vive la Fiorentina in modo personale. Spesso presente al Franchi, emotivo nelle vittorie e nelle sconfitte, ha costruito un rapporto diretto con la tifoseria. Non sono mancati momenti di tensione, critiche e polemiche, ma il presidente ha sempre rivendicato trasparenza e amore sincero per i colori viola.
Il suo legame con Firenze non è solo imprenditoriale: è identitario, radicato nelle origini italiane e nel desiderio di restituire prestigio a una maglia storica.
Un’eredità che rischia di disintegrarsi
Se il bilancio parla di una società più solida, strutture moderne e una squadra tornata sul piano sportivo, la storia recente parla di una squadra in seria difficoltà, che quest’anno ha dovuto archiviare le ambizioni europee per ritrovarsi a lottare per non retrocedere. La dipartita di Rocco Commisso potrebbe ulteriormente aggravare la situazione, conducendo allo smarrimento della squadra che perde un importante punto di riferimento. Vanoli avrà, in questa fase delicata, l’obiettivo arduo di tirar fuori orgoglio e attaccamento in tutti i giocatori.