La lunga battaglia tra Kylian Mbappé e il Paris Saint-Germain si chiude anche sul fronte penale. I giudici istruttori francesi hanno disposto il non luogo a procedere nell’inchiesta per presunte molestie morali nei confronti dell’attaccante, oggi al Real Madrid. La decisione è stata resa nota oggi.
Mbappé aveva presentato la denuncia nel maggio 2025, contestando in particolare il periodo trascorso ai margini della prima squadra nell’estate 2023, quando il PSG lo aveva inserito nel cosiddetto loft dopo la decisione del giocatore di non rinnovare il contratto. La denuncia era stata poi ritirata dallo stesso Mbappé nel luglio dello stesso anno. Il caso aveva origine nell’estate 2023, quando Mbappé comunicò al PSG la volontà di non prolungare il proprio contratto. Il club lo escluse inizialmente dal gruppo della prima squadra, in attesa di una soluzione sul suo futuro.
Dopo alcune settimane, l’attaccante venne reintegrato e tornò a disposizione di Luis Enrique. Al termine della stagione 2023-24, però, il rapporto si concluse definitivamente: Mbappé lasciò Parigi a parametro zero per trasferirsi al Real Madrid.
Nel maggio 2025 arrivò quindi la denuncia per presunte molestie morali e tentata estorsione alla firma. Due mesi più tardi, però, gli avvocati del giocatore comunicarono il ritiro della procedura penale. L’inchiesta proseguì comunque fino al non luogo a procedere pronunciato dai magistrati. La vicenda giudiziaria tra Mbappé e PSG aveva però anche un enorme capitolo economico.
Il giocatore aveva reclamato stipendi, premi e altre somme che riteneva non pagate negli ultimi mesi del rapporto con il club. Nel dicembre 2025 il tribunale del lavoro di Parigi condannò il PSG a versare a Mbappé circa 61 milioni di euro. Il club decise successivamente di non presentare appello, rendendo definitiva quella decisione.
Il fronte penale appena chiuso completa così una lunga serie di controversie nate dalla separazione tra il fuoriclasse francese e il club parigino.