Dusan Vlahovic è stato al centro di un intrigato crocevia di mercato nella sessione di mercato appena conclusasi. L’attaccante serbo è stato posto in vendita nell’ottica della politica di spending review portata avanti dalla nuova amministrazione societaria. Dopo aver rifiutato alcune destinazioni all’estero, è arrivato a un passo dal Milan negli ultimi giorni di agosto. In generale, il peso dell’ingaggio ha pesato notevolmente sulla sua appetibilità all’esterno. Tuttavia Comolli non lo ha mai mollato del tutto, dichiarando che se non si fosse trovata una soluzione gradita (al club e al calciatore), sarebbe comunque stato parte integrante della rosa e trattato alla stregua di tutti i suoi compagni di reparto. All’unisono Tudor, il quale ha sempre cercato di valorizzarlo, pur avendogli preferito Kolo Muani nella scorsa stagione come anche durante il mondiale per club negli Stati Uniti.
Ma proviamo a ripercorrere le principali tappe del suo cammino in bianconero.
L’erede “prescelto” di CR7
Nella sessione di calciomercato invernale della stagione 2021-2022, a campionato in corso, la Juventus decideva di acquistare Dusan Vlahovic assecondando le richieste di Massimiliano Allegri, orfano di Cristiano Ronaldo, il quale nell’estate 2021 era volato a Manchester United. Un’eredità importante che sembra non pesare sulle spalle del giovanissimo (allora ventiduenne) attaccante.
Il cammino in maglia bianconera
Nel primo semestre in maglia bianconera totalizza 7 reti in 15 presenze in Serie A, lasciando presagire un rapido ambientamento in casa bianconera. Successivamente le sue prestazioni, seppur non esaltanti, sono edulcorate da una situazione societaria instabile che svia l’attenzione dal rendimento individuale del calciatore, tutto l’interesse è infatti calamitato sulle accuse di falso in bilancio societario che porteranno alle dimissioni del Cda e alla penalizzazione con decurtazione di punti: in quell’anno Vlahovic realizza in Serie A 10 reti in 27 presenze, non proprio un punteggio da bomber. Nella stagione successiva (l’ultima a guida Allegri) Vlahovic preserverà il proprio posto da titolare e ripagherà la fiducia dell’allenatore con 16 reti in campionato.
Il declino nell’ultimo biennio
Nella stagione 2023-2024, Vlahovic inizia ad essere bersaglio della tifoseria (molto esigente e bramosa di vittorie) che si aspetta maggiore affidabilità sotto porta. La situazione deflagra nella scorsa stagione, quando Thiago Motta non gli dedica moltissimo spazio, non vedendolo particolarmente coinvolto e integrato nelle dinamiche di gioco della squadra che ha in mente. Il serbo è spesso spaesato e non riesce a cucire come dovrebbe, l’allenatore si aspetta maggiore coinvolgimento e partecipazione anche a centrocampo, mentre l’attaccante, per sua natura, preferirebbe qualche cross in più dal fondo. L’insofferenza viene poi resa manifesta dalle dichiarazioni, forse inopportune, durante il ritiro in nazionale, in cui Vlahovic si lascia andare a qualche commento di critica verso il ruolo che gli viene relegato nello scacchiere juventino. Nella seconda parte della stagione appena conclusasi, prima Thiago Motta, poi Igor Tudor, gli preferiscono spesso Kolo Muani, non potendo ipotizzare la coesistenza di entrambi come titolari. L’attaccante serbo chiuderà comunque la stagione con un buono scoring: 17 reti in 44 presenze.
Vlahovic si riprende la Juve?
Nella stagione appena incominciata, Dusan Vlahovic parte da “comprimario” nelle gerarchie di Igor Tudor, il quale non lo schiera titolare, decidendo di farlo subentrare a partita in corso. La strategia ha successo, perchè l’attaccante serbo realizza gol pesanti. Iil primo nella prima giornata contro il Parma e, soprattutto, le due reti condite da un assist nella sfida di Champions di ieri contro il Borussia Dortmund.
Insomma, il giocatore sembra aver ritrovato la lucidità e la freddezza sotto porta che era mancata soprattutto nella passata stagione. Probabilmente, partendo come seconda scelta nel vasto parco attaccanti, Vlahovic sente meno il peso della responsabilità e riesce ad esprimersi meglio. Le sue qualità come la fisicità, potenza e la precisione nel tiro, stanno riaffiorando.
Le sue quotazioni sono in netto rialzo. Il suo futuro potrebbe ancora essere in bianconero ma resta da sciogliere il nodo dell’ingaggio: si tratta dell’emolumento più alto della rosa bianconera (12 milioni all’anno). Il contratto scade nel giugno 2026, dunque la strategia per non perderlo a parametro zero potrebbe essere duplice: cederlo a gennaio ricavando il possibile e risparmiando sul salario residuo da corrispondergli, oppure, prolungare il contratto provando a negoziare al ribasso lo stipendio annuo.