La Juventus continua a lavorare sulla riorganizzazione della propria area sportiva: dopo le trasformazioni degli ultimi mesi, la nuova dirigenza bianconera vuole ricostruire una rete di scouting capace di individuare i talenti con largo anticipo rispetto alla concorrenza: come riportato da “Tuttosport”, in questo progetto prende sempre più forza il nome di Davide Cangini. Il responsabile dell’area scouting del Sassuolo è infatti considerato uno dei profili più adatti per assumere la responsabilità del player recruitment della Juventus.
Chi è Davide Cangini
Classe 1974, Cangini ha costruito la propria carriera nel mondo del calcio prima sul campo e poi dietro la scrivania: nel suo percorso professionale ci sono Bari, Spezia e soprattutto Atalanta, dove ha avuto modo di lavorare con Giovanni Sartori, uno dei dirigenti italiani più apprezzati proprio per la capacità di scovare giocatori ancora lontani dai riflettori. È però al Sassuolo che il suo profilo è diventato particolarmente interessante: Cangini ha assunto la guida dell’area scouting del club emiliano, diventando uno degli uomini di riferimento della struttura costruita negli anni da Carnevali. Un rapporto professionale consolidato e una filosofia comune nella ricerca dei giocatori hanno fatto di lui uno dei collaboratori di maggiore fiducia dell’ex dirigente neroverde.
Il legame con Carnevali
Il possibile trasferimento alla Juventus avrebbe quindi un significato preciso: Carnevali conosce Cangini da anni e ne apprezza il metodo di lavoro. Quando l’attuale amministratore delegato bianconero ha iniziato a ridisegnare l’area scouting della Juventus, il nome del dirigente del Sassuolo è comparso quasi naturalmente tra quelli valutati.
Dalla logica degli algoritmi all’occhio dello scout
Un taglio netto rispetto al passato. Uno degli aspetti più importanti della possibile scelta riguarda proprio la filosofia del nuovo corso juventino: negli ultimi anni il club ha investito molto sull’analisi dei dati, sui software e sulle consulenze esterne. Un fallimento targato Comolli. La gestione Carnevali sembra invece orientata verso un maggiore equilibrio tra tecnologia e osservazione sul campo, con una rete interna di scout capace di conoscere direttamente giocatori, campionati e territori. In questo senso Cangini rappresenta un profilo perfettamente coerente con il progetto.
La missione: trovare i nuovi Yildiz, Soulé e Huijsen
La Juventus ha un’esigenza precisa: tornare a individuare giovani di talento prima che il loro prezzo diventi proibitivo. La valorizzazione di giocatori come Kenan Yildiz, Dean Huijsen, Matías Soulé e Enzo Barrenechea rappresenta il modello che il club vuole replicare: la Next Gen può continuare a essere un passaggio fondamentale tra settore giovanile e prima squadra, ma per alimentarla serve una rete di scouting forte e presente sul territorio. Cangini, in questo scenario, avrebbe il compito di contribuire a costruire proprio quel ponte: individuare i profili, seguirli nel tempo e portarli all’attenzione della struttura sportiva prima che sia troppo tardi.