Nell’intervista rilasciata ai microfoni di Sportmediaset, l’amministratore delegato della Juventus, Damien Comolli, ha tracciato con chiarezza la linea del club dopo il prolungamento di Luciano Spalletti fino al 2028.
Il dirigente ha scelto di parlare da Pinerolo, sottolineando il clima di serenità che si respira attorno alla squadra. Un ambiente compatto, unito, consapevole di avere davanti un futuro già delineato, pur con una corsa Champions ancora tutta da giocare. Il rinnovo dell’allenatore, in questo senso, rappresenta un tassello fondamentale per consolidare il presente e progettare il domani.
Comolli ha spiegato come la decisione di anticipare il rinnovo sia frutto di una scelta ponderata e di lungo periodo. Dal suo arrivo sulla panchina bianconera, Spalletti ha portato una crescita evidente non solo nei risultati, ma anche nella struttura della squadra e nell’identità di gioco. Un percorso condiviso anche con la proprietà, a partire da John Elkann, che ha sostenuto con convinzione il progetto tecnico.
Uno dei concetti chiave emersi dall’intervista è quello del “reclutamento interno”.
“Prima di parlare di mercato, ci tengo a fissare un concetto che ritengo essenziale, quello del “reclutamento interno”. Mi riferisco ai rinnovi di Spalletti, Yildiz, McKennie: conferme fondamentali per ciò a cui aspiriamo.”
Non solo Spalletti, dunque, ma anche altri elementi del gruppo: segnali chiari di una strategia che punta a rafforzare le basi prima di aggiungere nuovi tasselli.
Sul fronte dei risultati, Comolli non si nasconde. I numeri raccontano di una squadra competitiva —“48 punti in 24 partite” — ma ancora non sufficiente per ambire al primo posto. Da qui la necessità di intervenire, con lucidità, per rendere la rosa più forte in alcune aree già individuate dalla dirigenza. Nessuna rivoluzione, però: l’idea è quella di combinare la stabilità interna con innesti mirati. E chissà se stavolta l’Ad vorrà affidarsi ancora una volta ad algoritmi e banche dati, oppure mettere nelle mani di Spalletti e Ottolini il piano di mercato.
“Dobbiamo lavorare per rendere la squadra più forte in alcune zone. Non dirò quali, ma le abbiamo identificate già da mesi, e sappiamo dove dobbiamo intervenire.”
Dalle parole di Comolli filtrano idee chiare sul mercato: intervenire in maniera mirata e concentrandosi su alcuni ruoli, privilegiando l’aspetto tecnico (stavolta) all’analisi dei dati che nel calcio lasciano il tempo che trovano (almeno la storia recente dice questo per i bianconeri).