Il paradosso del calcio moderno si materializza nell’ultimo aggiornamento del Ranking FIFA. Mentre il mondo del pallone stila le gerarchie del merito basate sui risultati dell’ultimo biennio, l’Italia si ritrova a vivere una beffa atroce: gli Azzurri scalano posizioni, superano potenze continentali, ma restano a guardare il divano mentre il Senegal prepara le valigie per il Nord America.
In vetta al mondo, intanto, si conferma il dominio assoluto della Francia, che consolida il primato solitario nel ranking globale.
Il sorpasso azzurro che sa di beffa
Secondo i dati ufficiali rilasciati dalla FIFA questo giovedì, l’Italia ha guadagnato punti preziosi grazie ai risultati ottenuti nelle ultime amichevoli e nella prima fase di Nations League, riuscendo a scavalcare ufficialmente il Senegal nel ranking mondiale. Un traguardo che, in tempi normali, verrebbe celebrato come il segno di una ritrovata continuità tecnica. Tuttavia, la realtà dei fatti è ben diversa: mentre gli Azzurri scalano la graduatoria virtuale, sono proprio i “Leoni della Teranga” a staccare il pass per i Mondiali 2026. Il ranking premia la costanza, ma il campo — in quella maledetta notte di Zenica — ha emesso un verdetto che nessuna statistica può ribaltare.
Francia sul tetto del mondo: dominio incontrastato
Non ci sono invece dubbi su chi comandi il calcio globale. La Francia si conferma al primo posto del Ranking FIFA, distanziando ulteriormente Argentina e Inghilterra. La selezione di Deschamps beneficia di un ruolino di marcia quasi perfetto e di una profondità di rosa che le permette di macinare punti contro qualsiasi avversario. Il primato dei Bleus è lo specchio di una programmazione decennale che li vede stabilmente ai vertici, candidandoli come i favoriti assoluti per la vittoria finale nella rassegna iridata che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada.
L’inutilità del prestigio senza la qualificazione
Il caso Italia-Senegal riaccende il dibattito sull’effettiva utilità di un ranking che vede una squadra tra le prime dieci al mondo restare fuori dalla competizione regina per la terza volta consecutiva. Per i vertici della FIGC, il piazzamento sopra il Senegal è una magra consolazione che non attenua le critiche per il fallimento tecnico della gestione recente. Gli africani, pur essendo leggermente più in basso nella graduatoria per via di algoritmi che pesano diversamente i tornei continentali, hanno dimostrato di avere quella fame e quella cattiveria agonistica nei momenti decisivi che all’Italia di oggi sembra mancare totalmente.