L’Italia esce sconfitta da Zenica, piegata dalla Bosnia che strappa la qualificazione ai mondiali 2026.
Decisiva l’espulsione di Bastoni nel finale della prima frazione, episodio che condannerà gli azzurri a disputare la partita in 10 per circa 80 minuti. Eppure il match sembrava essersi incanalato nel binario giusto nel primo tempo, quando al 16’ Moise Kean sbloccava il risultato con un colpo da biliardo dal limite dell’area. Ma gli azzurri non avevano fatto i conti con la variabile “Bastoni”. Il difensore combina un bel pasticcio al 45’, entrando in netto ritardo su Memic: fallo da ultimo uomo ed espulsione diretta ordinata da Turpin. L’Italia affronta quindi il secondo tempo subendo un vero e proprio assedio. Molte le occasioni per la Bosnia, altrettante per l’Italia: al 60’ la nazionale di Gattuso va vicinissima alla rete su contropiede di Kean. Il Ct Gattuso ne cambia 2 al 71’: dentro Cristante e Pio Esposito (entrambi falliranno i rigori). Pio Esposito subito fa discutere e si divora il gol del 2-0 al 74’. Gli azzurri resistono ma al 79’ subiscono gol da Tabakovic, che con la sua fisicità ha sovrastato tutto il reparto difensivo. Gattuso manda in campo anche Spinazzola, Frattesi e Gatti per il forcing finale. I supplementari scorrono senza grandissimi rischi ma c’è un fallo ai danni di Palestra che poteva essere punito con il rosso (utilizzando lo stesso metro utilizzato per Bastoni).
La “lotteria” dei rigori
Si va ai rigori: Tahirovic non sbaglia. primo rigorista italiano Pio Esposito, pallone alle stelle! Dall’altra parte Tabakovic segna il secondo rigore per la Bosnia. Tonali non sbaglia e spiazza Vasilj. Alajbekovic segna il terzo rigore. Tocca a Cristante: il pallone si stampa sulla traversa! Match point quindi per la Bosnia con Bajraktarevic che gonfia la rete anche se Donnarumma la sfiora.
È festa per la Bosnia Erzegovina; inizia un nuovo esame di coscienza per l’Italia, dopo l’eliminazione del 2017 per mano della Svezia e nel 2022 per mano della Macedonia del Nord.
Non puó essere sempre un caso
Siamo a contare l’ennesima disfatta della nazionale italiana. La terza consecutiva. Potremmo pacatamente attribuire alcune responsabilità a un arbitraggio poco equilibrato, o magari giustificare il tutto alla luce dell’espulsione improvvisa. Ma gli errori, ancora una volta, ci sono e non possono essere sottaciuti. Tanto per iniziare, ancor prima ancora della partita, Dimarco esultava sottovalutando l’avversario di stasera. In secondo luogo, non possiamo ignorare l’intervento incauto di Bastoni che si fa espellere entrando in maniera irruenta su Memic e condannando l’Italia all’inferiorità numerica. Gattuso ci mette del suo, inserendo Pio Esposito e designandolo quale rigorista. Analogo discorso vale per Cristante.
Insomma, ancora una volta, c’è poco da salvare e da sorridere e il bicchiere non può che essere mezzo vuoto!