Scatta l’allarme sanitario in vista dei FIFA World Cup 2026. La nazionale della Repubblica Democratica del Congo, qualificata alla competizione iridata, rischia infatti di non poter entrare negli Stati Uniti a causa dell’epidemia di Ebola che sta colpendo il Paese africano.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca incaricata dell’organizzazione del torneo, la selezione congolese dovrà osservare un periodo di isolamento di 21 giorni in Belgio prima di poter mettere piede negli USA. I giocatori si trovano già in ritiro europeo e dovranno rimanere all’interno di una “bolla sanitaria” rigidamente controllata.
A confermarlo è stato Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force americana per i Mondiali, che ha spiegato come le autorità statunitensi abbiano già informato FIFA e governo congolese delle misure obbligatorie da rispettare.
“Siamo stati molto chiari con il Congo: dovranno mantenere l’integrità della loro bolla per 21 giorni prima di poter arrivare a Houston”, ha dichiarato Giuliani. “Se non rispetteranno il protocollo, rischiano di non poter viaggiare negli Stati Uniti”.
La Repubblica del Congo si è qualificata per la seconda volta nella sua storia ai Mondiali, a distanza di oltre cinquant’anni dalla partecipazione del 1974, quando il Paese gareggiava ancora con il nome di Zaire. La squadra dovrebbe disputare la prima partita del torneo il 17 giugno a Houston contro il Portogallo.
Intanto cresce la preoccupazione per l’epidemia di Ebola nel Paese africano. Secondo gli ultimi dati sanitari internazionali, sono stati registrati decine di casi confermati e numerosi decessi sospetti legati al ceppo Bundibugyo del virus, per il quale al momento non esistono vaccini o trattamenti approvati.
La FIFA è adesso chiamata a monitorare l’evolversi della situazione sanitaria nelle prossime settimane.