A distanza di mesi dall’episodio che aveva sconvolto lo spogliatoio del Olympique Marsiglia, Jonathan Rowe, intervistato da “The Athletic”, torna a parlare della rissa con Adrien Rabiot e rilancia una versione destinata a far discutere. L’esterno inglese, oggi protagonista in Serie A con il Bologna, ha raccontato nuovi dettagli sullo scontro avvenuto durante la sua esperienza in Francia, chiamando indirettamente in causa anche l’allenatore Roberto De Zerbi e il direttore sportivo Mehdi Benatia.
Secondo Rowe, la dinamica della lite sarebbe stata interpretata in modo errato dallo staff tecnico marsigliese:
“Hanno visto soltanto la mia reazione. Il primo pugno di Rabiot non l’hanno visto”.
Parole forti, che riaprono una ferita mai completamente rimarginata all’interno dell’ambiente marsigliese e che riportano alla mente uno degli episodi più turbolenti della gestione De Zerbi.
La notte della rissa: tensione alle stelle nello spogliatoio
L’episodio risale ai mesi più difficili della stagione dell’OM. Dopo una sconfitta pesante, lo spogliatoio del Marsiglia sarebbe esploso in un confronto acceso tra alcuni senatori della squadra e diversi giovani del gruppo. Tra i protagonisti della discussione ci sarebbero stati proprio Rowe e Rabiot.
Secondo la ricostruzione dell’attaccante inglese, la tensione verbale sarebbe rapidamente degenerata:
“Sono cose che succedono più spesso di quanto la gente pensi nel calcio. Ma in quel momento è sembrato che fossi io l’unico colpevole”.
Le immagini e i racconti emersi all’epoca avevano descritto una scena caotica, con compagni e membri dello staff intervenuti per separare i due giocatori. La società francese aveva successivamente preso provvedimenti disciplinari, allontanando temporaneamente entrambi dal gruppo.
De Zerbi sotto pressione
Per Roberto De Zerbi quella vicenda rappresentò uno dei momenti più delicati della sua esperienza a Marsiglia. L’allenatore italiano, noto per il forte controllo dello spogliatoio e per la cura quasi maniacale degli equilibri interni, non nascose il proprio shock davanti all’accaduto.
In conferenza stampa parlò di una situazione “mai vista in 30 anni” nella sua carriera, sottolineando come l’aggressività dovesse essere mostrata in campo e non contro i compagni di squadra.
Le dichiarazioni di Rowe, però, lasciano intendere che il tecnico e Benatia possano aver giudicato la scena senza aver assistito all’intera dinamica dello scontro. Un dettaglio che, secondo il giocatore, avrebbe inciso profondamente sul deterioramento del rapporto con il club. Entrambi i calciatori si sono congedati con il club francese e militano in Serie A (Rowe al Bologna e Rabiot al Milan) e, anche se il tempo sembra aver allontanato i protagonisti da quella notte infuocata, le cicatrici sportive e personali appaiono ancora evidenti.
Il retroscena raccontato dall’esterno inglese aggiunge una nuova versione dei fatti a una vicenda già controversa.