Un uomo solo al comando: Joseph Gerard Cardinale. Il proprietario del Milan è presente come non lo è mai stato in questi anni nell’universo rossonero. Nella giornata di oggi si è presentato a Milanello per parlare con staff tecnico e giocatori, soprattutto quelli che non fanno più parte del progetto di Ruben Amorim.
E domenica sarà a Torino per spingere la squadra verso il primo successo stagionale. Nel corso della sua permanenza all’interno del centro sportivo ha parlato soprattutto con Rafael Leao, chiedendogli conto delle sue esternazioni di inizio estate.
Nelle quali definiva a chiare lettere finito il suo percorso milanista e ambiva a cambiare squadra, sognando la ricca e affascinante Premier League. Le cose sono andate diversamente e il numero 10 è rimasto a Milano.
Non sono arrivate le offerte che sperava e che da Viale Aldo Rossi speravano di ricevere. Le avance turche non hanno fatto presa sul giocatore e nemmeno sulla società, ferma sul prezzo di vendita stimato oltre i 50 milioni di euro.
Nemmeno il super procuratore Jorge Mendes, da sempre vicino al Diavolo è riuscito (al momento) a trovare una soluzione ad hoc. Appare molto difficile che possa avvenire una cessione del portoghese entro il 01/09/2026.
Assai più probabile che l’estroso giocatore resti per giocarsi il posto con la stella nascente Alphadjo Cissè e il nuovo arrivato Diego Manuel Jadon da Silva Moreira. Di questo e altro hanno parlato il numero uno di RedBird e di Casa Milan e il calciatore.
Rafael Leao a Milano sta bene, ha trovato la sua dimensione e soprattutto è molto amato dai compagni di squadra. Il vero problema è il rapporto con l’ambiente circostante, ossia la tifoseria che non gli perdona determinati atteggiamenti.
Solo le prestazioni in campo potrebbero cambiare le carte in tavola e riportare il sereno fra atleta e mondo Milan. Una cosa è certa: il nuovo allenatore è segretamente istigato dall’idea di portare il nazionale lusitano a livelli di rendimento mai visti, perché sa che si tratta di un elemento in grado di fare la differenza come nessuno in campo.
E lo sanno anche i compagni di squadra, sono in molti a spingerlo a dare il meglio. Non è dato sapere cosa accadrà nelle prossime settimane, ma filtra la sensazione che si vada verso l’ottavo anno con la casacca rossonera addosso di un giocatore amato e odiato allo stesso tempo: che sia l’anno della redenzione?