Andoni Iraola è uno degli allenatori più interessanti del calcio europeo contemporaneo. Basco, 43 anni, ex bandiera dell’Athletic Club da calciatore, si è costruito una reputazione da tecnico “radicale” per intensità, pressing e verticalità del gioco. Oggi è al centro del mercato allenatori: secondo quanto riportato da “Sky Sport UK” il suo nome viene accostato con forza sia al Milan che al Napoli dopo il grandelavoro fatto al Bournemouth.
Prima di arrivare in Premier League, Iraola aveva già mostrato idee molto riconoscibili con Rayo Vallecano: squadra aggressiva, linea alta, recupero immediato del pallone e continue transizioni offensive. È un allenatore profondamente influenzato da Marcelo Bielsa, tanto che in Spagna il suo calcio viene spesso definito “bielsista”.
Il suo Bournemouth è diventato un caso europeo. Arrivato nel 2023, ha trasformato una squadra costruita per salvarsi in un club capace di qualificarsi per l’Europa League con il miglior piazzamento della sua storia in Premier League: sesto posto e record di punti.
I moduli più usati sono il 4-2-3-1 e il 4-3-3, ma il principio resta sempre lo stesso: togliere tempo agli avversari e attaccare appena recuperata palla.
La definizione di Bielsista con “idee estremiste” nasce proprio da questo: le sue squadre rischiano tanto. Difesa alta, duelli individuali continui e pressione feroce richiedono giocatori atleticamente pronti e mentalmente aggressivi. Quando funziona, il calcio di Iraola è spettacolare; quando non funziona, lascia spazi enormi.
Il lavoro fatto a Bournemouth ha attirato mezza Europa. Nelle ultime ore il Milan avrebbe già contattato il suo entourage dopo l’addio a Massimiliano Allegri.
Per il Milan sarebbe una scelta di rottura totale rispetto al calcio più prudente di Allegri: intensità, giovani valorizzati, pressing e sviluppo offensivo. Per il Napoli potrebbe rappresentare la continuità dell’aggressività vista con Conte, ma il club partenopeo sembrerebbe orientarsi verso altri allenatori italiani nelle ultime ore.
Il grande interrogativo è se il suo calcio “estremo” possa funzionare subito in Serie A, un campionato più tattico e meno aperto della Premier.