Grazie alla vittoria sulla Lazio per 1-0, Gasperini si gode un sereno post-derby.
Un bilancio tutt’altro che negativo quello di inizio stagione, 3 vittorie in 4 partite. Oggi, mercoledì 24 settembre 2025, l’esordio in Europa League, competizione che l’allenatore conosce molto bene. La prima sfida lo vedrà confrontarsi con il Nizza.
Queste le principali dichiarazioni rilasciate dal tecnico giallorosso ai microfoni di Sky Sport.
Sul derby vinto
“ Il derby è sempre una partita a parte. Per me è stato importante per la soddisfazione che ho visto nei tifosi e nella società. Questo è un primo passo per acquisire credibilità e lo slancio per migliorarci sempre di più”.
La squadra ha una sua identità
L’allenatore, pur ammettendo che c’è ancora molto da lavorare sulla sua nuova creatura, dichiara: “In questi tre mesi abbiamo già fatto un buon percorso giocando delle buone gare. La squadra ha una sua identità”.
Su Pellegrini
“Pellegrini è sempre stato considerato un giocatore di grandi qualità tecniche. Ha dei margini per diventare un calciatore di alto livello se riuscirà anche a recuperare quella parte di calcio che ha sempre considerato poco. Tutto parte dalla testa e lui è un ragazzo sano. Deve poter credere di poter partecipare alla fase difensiva, di poter essere un giocatore di assoluto valore in entrambi le fasi”.
I margini di miglioramento e la “comfort zone”
Marianella incalza l’allenatore sul processo di inserimento nella Roma, in un contesto diverso per tifoseria e per caratteristiche della squadra. L’allenatore ha parlato di uscita dalla zona di comfort, quella in cui si trovava quando sedeva (da 9 anni) sulla panchina dell’Atalanta.
Dalle parole di Gasp, trapela la volontà di plasmare poco a poco la sua Roma, con assennatezza e senza forzare i tempi.
“Parliamo di un Gasperini che deve uscire dalla sua zona di comfort, costruita in nove anni. Era abbastanza facile per me proseguire su delle linee impostate, in cui avevo dei giocatori che mi davano un contributo notevole. Arrivare in un ambiente nuovo, ci sono alcuni giocatori come Cristante, Mancini o in parte Dybala ed El Shaarawy che ho avuto il modo di allenare, però il nuovo in questo caso ero io e devo cercare di riprendere anche gradualmente quelle che sono le caratteristiche di una squadra che ha una sua assoluta qualità e su questo stiamo cercando di costruire con delle idee diverse rispetto alle loro abitudini. Ho trovato un ambiente che mi segue sin da subito. Un certo modo di stare in campo lo abbiamo già consolidato abbastanza in fretta”.
Forte della sua esperienza, l’allenatore sembra aver il controllo della situazione, forte anche degli errori del passato (la mente va sempre all’Inter di Moratti che lo defenestrò dopo poche gare).