Quando si parla dell’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus nel 2018, uno dei temi ricorrenti riguarda il ruolo di Giuseppe Marotta nella trattativa e il presunto dissenso interno alla dirigenza bianconera. Di seguito la recente intervista rilasciata dal dirigente alla “Gazzetta dello Sport”, in cui spiega la sua posizione sull’acquisto dell’asso lusitano.
“Contrario a Ronaldo”
Il dirigente ha ribadito che all’interno della Juventus esistevano normali confronti sulle strategie economiche, ma non un’opposizione personale al colpo. Questa la sua versione:
“Non ero d’accordo con l’acquisto di Ronaldo, ma non me ne andai dalla Juventus per quello. Diciamo che quando la proprietà fa un passo avanti, il manager deve fare un passo indietro… Della Juventus ricordo tanti momenti belli e con Andrea Agnelli sono rimasto in buoni rapporti
L’operazione, tuttavia, non fu mai bloccata o osteggiata da lui in maniera diretta, ma valutata nel contesto più ampio della sostenibilità finanziaria del club.
Una scelta condivisa dalla società
L’arrivo di Ronaldo fu invece una decisione fortemente voluta dall’allora presidente Andrea Agnelli, con l’obiettivo di alzare il livello sportivo e commerciale del club dopo anni di dominio in Serie A. Marotta ha riconosciuto il carattere “storico” dell’operazione, inserendola nel progetto di crescita internazionale della Juventus.
Il nodo economico e il cambio di filosofia
Un investimento enorme (circa 117 milioni di euro di cartellino, oltre a un ingaggio molto pesante) che ha rappresentato un cambio radicale nella politica del club.
Secondo quanto emerge dalle sue ricostruzioni, non si trattava di dire “sì o no” al giocatore, ma di capire l’impatto complessivo dell’operazione su bilancio e sostenibilità.
Ronaldo alla Juventus: tra impatto sportivo e aspettative
Sul piano sportivo, Marotta ha anche riconosciuto che l’esperienza di Ronaldo in bianconero non ha prodotto i risultati europei attesi. La Juventus ha dominato in Italia, ma non è riuscita a centrare la Champions League, obiettivo per cui CR7 era stato acquistato.
In altre interviste, il dirigente ha sottolineato come il portoghese sia stato un professionista assoluto e un punto di riferimento, ma che il rendimento complessivo del progetto non abbia pienamente rispettato le attese iniziali.