Al suo arrivo alla Juventus, Luciano Spalletti ha avanzato poche richieste alla dirigenza. Ma tutte molto precise. Giovanni Martusciello e Salvatore Russo come collaboratori tecnici (ex giocatori con un buon passato), Leonardo Domenichini come vice storico: presenze non negoziabili. Poi, durante le trattative, una richiesta su tutte. Quella che fa la differenza. Portare a Torino l’uomo della svolta: Francesco Sinatti. Quarant’anni, una carriera già pesante. Il suo percorso inizia nel 2013, quando incrocia Maurizio Sarri, che ne intuisce subito il valore e vorrebbe portarlo con sé a Londra, sponda Chelsea, ma lui preferisce fermarsi. Riparte tre anni dopo in Turchia con Federico Farioli. Poi il ritorno in Italia, l’incontro con Luciano Spalletti e uno scudetto leggendario vinto lavorando nell’ombra. Il suo arrivo alla Juventus era un punto fermo nelle richieste del tecnico di Certaldo. E oggi se ne capisce ampiamente il motivo guardando la squadra in campo. L’intensità è diversa, costante, scientifica e balza all’occhio. Metodologie chiare: lavoro personalizzato, focus sull’intensità più che sulla quantità, recupero atletico misurato con la scala di Borg, crioterapia, attenzione maniacale alla prevenzione degli infortuni e lavori posturali specifici. Se in panchina c’è un fuoriclasse, accanto a lui c’è un professionista fuori categoria. E ha un nome preciso: Francesco Sinatti, una garanzia di successo.
Juventus, il vero colpo è….Sinatti!
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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