Oggi è il compleanno di Dino Zoff! Compie 84 anni e questa è la sua più bella intervista da calciatore, le batte tutte. Per distacco. Anzi è la più bella intervista di un calciatore dell’Italia. L’ex portiere parla all’hotel El Castillo della cittadina di Sant Boi de Llobregat, situata a una quindicina di chilometri da Barcellona. Siamo alla fine di giugno del 1982, nei giorni che precedono Italia-Argentina. Sintesi di quella Nazionale è “l’Italia di Ridolini”, secondo un noto quotidiano italiano. Ma Dino Zoff ha studiato a memoria gli articoli e si è sinceramente appassionato alla guerra psicologica, quella scatenata da alcuni giornalisti fin dalla seconda parte del 1980, ai tempi della qualificazione al Mundial. Che, va ricordato, è stata ottenuta quasi con un anno di anticipo, con quattro vittorie consecutive e la miglior difesa del girone. Nel frattempo da alcune menti fertili sono sgorgati il caso-Beccalossi, il caso-Pruzzo, il caso-Massaro, il caso-Dossena, il caso-Altobelli, il caso-Antognoni e altri. Per esempio imperdibile il caso-Oriali e Marini. Dov’è il giornalista che ha domandato: “Scusi Bearzot, dopo il suo litigio con Beccalossi, cambierà il suo atteggiamento verso Oriali e Marini?”. Inventato di sana pianta. E dov’è il giornalista che a un mese dal Mundial aveva chiesto: “Graziani, col rientro di Paolo Rossi sarà la tua ultima partita in Nazionale?” E quel commissario tecnico in preda a un “corto circuito cerebrale”, alla guida di un gruppo che è “una cosca di anziani” e che forse in Spagna si sta spaccando. Oppure il caso-Rossi, da tirare fuori nei ritagli di tempo e chissà in quella stanza con Antonio Cabrini … che tenerezza. Qualcuno è riuscito a mettere in discussione persino Bruno Conti, altri hanno visto Marco Tardelli fuori forma, altri ancora hanno mostrato perplessità per lo stato di forma di Dino Zoff . Il motivo ? Aveva preso un gol balordo nella partitella contro il Pontevedra. E preoccupatevi, almeno un po’. Ed ecco il capitano della Nazionale. Per fare il punto della situazione dopo il passaggio del turno e per rendere tutti partecipi del silenzio-stampa. Il tono del Capitano è calmo, ma fermo e gelido: “I compagni di squadra hanno deciso che sia io, come capitano e componente del gruppo, ad avere i contatti coi giornalisti. Le ragioni per cui abbiamo preso questa decisione sono strettamente legate a quanto è stato scritto fino ad ora sul nostro conto. Troppi di voi pongono domande di tono provocatorio e alcuni di noi, in modo particolare i più giovani, cadono in certi tranelli. Ci avete dipinti in maniera tale che abbiamo perduto la considerazione dei nostri tifosi, oltre ad averci alienato la simpatia degli sportivi italiani. Siamo anche noi degli uomini. Credo che elementi tecnici sui quali argomentare non manchino. Per esempio perché non ci chiedete come gioca quella squadra o quell’altra? Forse perchè è più facile inventare qualcosa di frivolo che parlare di cose serie ? Non dipende certamente da noi. Dovete essere voi a fare un piccolo esame di coscienza. Io penso che il giornalismo dovrebbe essere un po’ diverso, dovrebbe avere come obiettivo l’educazione del pubblico”. Tra i giornalisti qualcuno abbassa la testa e finge di prendere appunti. Un altro deglutisce rumorosamente. E i suoi occhi sono cambiati. Ha perso quello sguardo finto curioso, quell’aria saccente da centro spaziale di Houston che per anni sosteneva la formulazione delle sue (profetiche) domande. Dino Zoff spiega che ha studiato anche il comportamento dei giornalisti e i loro passaggi dalla realtà all’irrealtà. E il numero 1 dell’Italia va spedito: “Sappiamo benissimo chi sono coloro che inventano o che vanno alla ricerca disperata degli scoop. Però siete voi che dovete fare i distinguo. Noi comprendiamo benissimo che molti di voi hanno l’esigenza di riempire intere pagine di giornale, ma questo non è giusto farlo sulla nostra pelle. Comunque mi auguro che questa incresciosa situazione si normalizzi alla svelta. Noi abbiamo bisogno di voi e voi avete bisogno di noi”. Il resto è Storia: Campioni del Mondo!