Era una partita segnata fin dal principio e così è stato. Il Como ha preso quei tre punti che gli consentono di inseguire e sognare la Champions League e sarebbe un traguardo inimmaginabile per una squadra al secondo anno di serie A dopo quasi 20 di purgatorio fra cadetteria e serie C. Merito di un allenatore come Fabregas e del suo calcio d’attacco. Oltre che di un gruppo di giocatori di grande qualità, dove ognuno si mette al servizio della squadra e dei compagni. Pronti via, il Lecce passa con Coulibaly al 14′: cross tagliato di Banda e testata vincente del centrocampista maliano. L’illusione dura 4′, Douvikas pareggia raccogliendo un cross basso in contropiede. Il greco è un attaccante vero, merita maggiore considerazione. Non a caso è nel mirino dell’Inter. I lariani attaccano a spron battuto e raddoppiano con Jesus Rodriguez al 36′: lo spagnolo taglia al centro e sorprende i centrali giallorossi, salta Falcone e deposita in rete. La terza segnatura arriva al 44′ con Kempf: punizione, difesa piazzata malissimo, colpo di testa del tedesco per il 3-1. La difesa a tre provata da Di Francesco con Siebert, Tiago Gabriel e Ndaba ha imbarcato acqua da tutte le parti: esperimento fallito. Ancora panchina per Nico Paz, subentrato all’ora di gioco. Troppo il divario tra le due formazioni, sia a livello di gioco, sia a livello di singoli. Basta confrontare le riserve delle due squadre. Oltre al budget e al monte ingaggi. L’unico giocatore in grado di competere con i biancazzurri è stato Banda, forse l’elemento più forte dei salentini. Male ancora una volta Cheddira e il suo sostituto Stulic, troppo isolati al centro dell’attacco e nelle grinfie di Ramon e Diego Carlos. Al 67′ il “solito” Falcone evita il poker anticipando Nico Paz servito da Kempf. In mezzo al campo il magistero di Da Cunha, regista troppo sottovalutato dalle big italiane ed estere. Il Como ha toccato punte altissime di possesso palla, circa 85%. Gli ospiti hanno disputato un secondo tempo arrendevole, probabilmente con la testa allo spareggio salvezza di domenica prossima con la Cremonese (si giocherà alle 12:30). Al 76′ entra Morata per Douvikas: il rilancio dello spagnolo sarà importante nella corsa a un posto in Europa. Ci mette 2′ ad arrivare davanti a Falcone su assist di Nico Paz, conclusione debole. Gli ultimi 10′ sono accademia, con il Lecce che cerca di reagire con orgoglio. Ma la partita ormai ha preso una direzione e la sentenza finale è stata emessa. Como sempre più nell’Olimpo, Lecce sempre più negli inferi. Sarà dura per Di Francesco ricompattare squadra e ambiente, la sensazione è che alcune gerarchie vadano riviste. Ci sono giocatori che godono di fiducia (troppo?) illimitata. All’85’ altra occasione lariana: Falcone dice no ad Addai. Questo il tabellino della partita:
Como-Lecce 3-1
Marcatori: 14′ Coulibaly, 18′ Douvikas, 36′ Jesus Rodriguez, 44′ Kempf
COMO (4-2-3-1): Butez 6; Van der Brempt 6, Ramon 6.5, Kempf 6.5 (46′ Diego Carlos 6), Moreno 6.5; Perrone 7 (64′ Sergi Roberto 6), Da Cunha 7; Vojvoda 6 (65′ Nico Paz 6), Caqueret 6, Rodriguez 7.5 (84′ Diao s.v.); Douvikas 7 (77′ Morata s.v.). All. Fabregas.
LECCE (3-5-2) Falcone 6; Siebert 5, Tiago Gabriel 5 (84′ Jean s.v.), Ndaba 5 (46′ Pierotti 6); Veiga 5, Gandelman 5.5 (59′ Ngom 6), Ramadani 5.5, Coulibaly 6, Gallo 5.5; Cheddira 5 (59′ Stulic 6), Banda 6 (73′ Sottil 6). All. Di Francesco.
Arbitro: Fourneau