La delusione è ancora viva, difficile da smaltire. L’eliminazione dalla Champions League contro il Galatasaray continua a pesare in casa Juventus e le parole dell’amministratore delegato Damien Comolli lo confermano senza giri di parole. Dal palco del Financial Times Business of Football Summit di Londra, il dirigente bianconero ha ripercorso una notte europea destinata a lasciare strascichi a lungo.
«Non mi sono ancora ripreso e penso che ci vorranno anni»,
ha ammesso Comolli, tornando sulla sfida dello Stadium che aveva visto la squadra di Luciano Spalletti sfiorare una rimonta storica nonostante l’inferiorità numerica per tutta la ripresa. Proprio l’espulsione di Lloyd Kelly resta, secondo il CEO juventino, l’episodio chiave della gara.
Senza nascondere il proprio disappunto, Comolli ha puntato il dito contro la direzione arbitrale di João Pinheiro: “Cercherò di non farmi sospendere anche dall’Uefa, visto che sono già squalificato dalla federazione italiana dopo la gara contro l’Inter. Ma quella decisione è stata davvero frustrante”. Il dirigente ha poi sottolineato l’esperienza limitata del fischietto portoghese in Champions League, interrogandosi sulla scelta di affidargli una partita con una posta così alta. “Dopo un rosso incredibile siamo fuori dalla Champions”, ha concluso.
Accanto alla rabbia resta però anche l’orgoglio per la risposta dello Stadium. Comolli ha voluto ringraziare apertamente i tifosi bianconeri: “Sono stati straordinari. È la prima volta che vedo uno stadio applaudire la propria squadra anche dopo aver subito un gol.” Un’atmosfera che, secondo il dirigente, rappresenta la prova di una squadra viva e pronta a ripartire.
Lo sguardo si sposta inevitabilmente al futuro. Per tornare a competere ai massimi livelli servirà soprattutto continuità, parola chiave ribadita più volte dal CEO juventino. “Dobbiamo mantenere lo stesso allenatore, la stessa strategia e lo stesso stile di gioco. Negli ultimi anni abbiamo cambiato troppo”.
Un’investitura chiara per Luciano Spalletti, indicato come l’uomo giusto per dare stabilità a un progetto tecnico che punta a tornare in corsa per lo scudetto già dalla prossima stagione.
In chiusura, Comolli ha affrontato anche i temi societari, spegnendo ogni voce su una possibile cessione del club: «John Elkann è stato molto chiaro, non venderà mai la Juventus. Era nello spogliatoio a ringraziare squadra e allenatore ed è profondamente coinvolto, sia emotivamente sia finanziariamente».
La ferita europea resta aperta, ma dalle parole del dirigente emerge una linea precisa: niente rivoluzioni, solo continuità. La Juventus prova a ripartire da qui