In una serata che doveva essere una pura formalità dopo il netto 3-0 dell’andata, la Fiorentina ha vissuto un vero incubo sportivo davanti ai propri tifosi. La squadra di Vanoli è uscita dal campo sconfitta per 2-4 dai polacchi dello Jagiellonia, riuscendo a strappare la qualificazione agli ottavi di Conference League solo grazie al risultato complessivo di 5-4. È stata una partita paradossale, segnata da una gestione difensiva colpevole e da una tensione che è durata fino all’ultimo secondo dei tempi supplementari.
L’uragano Mazurek e la passività viola
L’eroe inaspettato della serata è stato il giovane Mazurek, autore di una tripletta d’autore che ha gelato il pubblico di Firenze. Il talento polacco ha colpito al 24′, poi allo scadere del primo tempo e ancora al 49′, annullando di fatto l’intero vantaggio accumulato dai viola nella gara d’andata. Una Fiorentina passiva e quasi incredula ha rischiato più volte il tracollo definitivo nei novanta minuti regolamentari, salvata solo da alcuni interventi provvidenziali di De Gea e da un pizzico di imprecisione degli avversari sotto porta.
Il riscatto nei supplementari e la beffa finale
Nei tempi supplementari, l’orgoglio viola è finalmente emerso grazie a una prodezza di Nicolò Fagioli al 107′, che con una conclusione precisa ha ridato ossigeno ai suoi. Al 114′, una sfortunata autorete di Romanczuk sembrava aver messo definitivamente in ghiaccio il discorso qualificazione, portando il risultato complessivo sul 5-3. Tuttavia, lo Jagiellonia non ha mai smesso di lottare e, proprio al 121′, Villar ha trovato la rete del 2-4 finale, rendendo gli ultimi istanti di gara un vero inferno per la retroguardia di casa.
Un passaggio del turno tra i fischi
Nonostante il passaggio del turno, il triplice fischio è stato accompagnato dai fischi del “Franchi”. La prestazione della Fiorentina ha evidenziato lacune di concentrazione preoccupanti, trasformando una serata di festa in una sofferenza agonizzante contro un avversario che, sulla carta, non avrebbe dovuto rappresentare un tale ostacolo. Vanoli dovrà lavorare molto sulla testa dei suoi giocatori per evitare che simili cali di tensione si ripetano nel prosieguo del cammino europeo.